Probabilmente Trump ci ha offerto una delle giornate più divertenti degli ultimi anni: dopo il suo accordo con Putin per il diesel e conseguente ripudio di Zelensky, gli europei sono andati nei matti, o meglio, visto che già ci sono nel manicomio della storia, hanno dato fondo alla loro isteria di servi traditi dal padrone. Siccome da soli non possono davvero scalfire la Russia e si esercitano con le loro inutili sanzioni boomerang, la tregua petrolifera sancita da Trump si abbatte su di loro, sulla loro sopravvivenza al potere, sulla loro nullità politica e umana come quel nodoso randello che è l’unica cosa che si meritano. Starnazzano come galline impazzite nel pollaio: i giornaloni, in testa la Repubbica e il Corriere della Sera, anzi del tramonto, fogli di osservanza eurosionista, dicono che con questo patteggiamento, le democrazie europee sono in pericolo. Un vero peccato che tali sedicenti democrazie non fossero affatto in pericolo quando si comprava gas e petrolio dalla Russia a più non posso per alimentare le industrie. Ma del resto il personale di servizio non viene scelto per la sua cultura o per la sua intelligenza o coerenza, viene scelto come ciclostile padronale in forma umana. E noi che ci preoccupiamo dei robot, quando abbiamo a che fare non con uomini, ma androidi .
Per rendersi conto dell’idiozia di questa gente, così estesa che va oltre l’orizzonte, ci viene in soccorso un personaggio di nome Carlo Calenda, un figlio d’arte, ma in quanto tale, come spesso accade, senza né arte né parte, senza niente da dire nemmeno al droghiere sotto casa, il quale ha sentenziato che Trump “è un servo di Putin” che mette in pericolo un Paese modello… sì, perché se per caso vi fosse sfuggito “l’Ucraina è un paese libero e sovrano.” Salvo poi adirarsi con chi vorebbe che anche l’Italia fosse un Paese sovrano. E naturalmente questo è il mirabile stampo cui si sono immediatamente conformati i fogli a stampa del Bel Paese, i quali man mano che vendono meno meno si vendono di più. Forse bisognerebbe ricordare a Calenda che Zelensky è scaduto ormai da 2 anni come presidente e che lo stesso parlamento di Kiev agisce in assenza di elezioni, forse bisognerebbe far vedere a questo pseudo politico, qualche video dei reclutamenti forzati. E spiegargli che dopo questo inverno gli ucraini odieranno chi li ha trasformati in carne da cannone e si ostina a sacrificarli con una pervicacia senza pari al solo scopo di conservare le loro poltrone. Ma sarebbe inutile: le zucche più sono vuote, meno riescono a contenere e servono solo come tamburi della propaganda.
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