• 14 Ottobre 2026 16:23

La Francia e i laureati in cecità volontaria

Dibasnews

Ott 3, 2026

La cosa che colpisce di più negli ultimi avvenimenti francesi è l’incapacità  di comprenderne il significato generale, almeno dalle nostre parti. Piccole prof crescono e si lamentano che gli studenti reagiscono per il divieto di telefonino, di velo, di gonne e quant’altro, insomma che la protesta sarebbe di comodo e priva di reali ragioni, dunque in sé condannabile. Se ci fosse un aroma d’antan, tipo  “notti della Dc” sarebbe il loro.  Poi ci sono gli immarcescibili uomini ( pour ainsi dire)  d’ordine da divano che sono “contro” non si sa bene che cosa, ma pensano che si possa cambiare rimpinzandosi di frollini del mulino bianco  e sentenziano: sono tutti maranza. Poi ci sono quelli che capiscono ogni retroscena e sono sicuri che le proteste siano un copione delle oligarchie. Mentre l’informazione ufficiale è come al solito omertosa o si limita a sottolineare, magari in maniera surrettizia, i momenti visivamente più utili a condannare i manifestanti.

Naturalmente qualcosa di vero o quantomeno di plausibile c’è in ognuna di questi tesi, ma una serie di parziali verità, non fa una verità generale, anzi spesso è peggio di una bugia e in questo caso mette in luce lo stato veramente pietoso in cui si trova questo Paese piuttosto che la  la Francia, oppresso da una nullità politica che ci fa vagare nel totale inautentico, in un ambiente asfittico dove ci si affida a Meloni, Renzi, Calenda, Vannacci e compagnia: totali nullità, tra cui c’è anche chi quasi espone il cartellino del prezzo mentre  altri lo hanno strappato per non mostralo, quasi fossero un regalo. Il grande malessere sociale non sa che esprimersi che attraverso questo teatro dei burattini. Poveri noi. Ebbene la Francia è invece una polveriera pronta ad esplodere: il fuoco cova sotto la cenere per qualche tempo poi torna a divampare perché le contraddizioni sociali sono troppo forti e le leggi di stabilità stanno impoverendo la gente. Non ha importanza dove scocchi la scintilla perché ovunque trova il carburante sociale: qui non si tratta di studenti o operai che la nostra stampa infingarda dice contraria alle manifestazioni e nemmeno di quel po’ di violenza che il corpo sociale esercita, sentendosi – e non a torto – sottoposto a violenze molto più grandi.

È il malessere sociale che si esprime in questo modo, così come in Germania esso viene organizzato attorno all’Afd che secondo alcuni sondaggi sarebbe in vantaggio sui due grandi partiti storici, Cdu e Spd, messi insieme. O nel Regno disunito dove  si palesa come richiesta di indipendenza di Scozia, Galles e Irlanda del Nord.  Di fronte al fallimento evidente dell’integrazione, all’impoverimento dei ceti popolari e alla caduta di tutti i valori su cui si era fondata l’Unione europea che si è scoperta da pacifista a guerrafondaia, stanno cadendo le speranze e le illusioni. L’élite politica occidentale che fomenta la guerra può sembrare dominante, grazie alle narrazioni mediatiche prevalenti per non dire ossessive, ma il suo potere è sopravvalutato rispetto all’enorme opposizione pubblica alla sua agenda per certi versi anche criminale. Certo la storia può ripetersi, come è accaduto con gli eventi che hanno preceduto le precedenti guerre mondiali. Questa volta, tuttavia si intravede, una differenza cruciale perché  potrebbe esserci una sufficiente consapevolezza pubblica da non cadere nella trappola dei guerrafondai che voglio armarsi per salvare un sistema marcio.

Quindi considerare ciò che sta avvenendo in Francia in modo banale, contestando le richieste degli studenti, lamentandosi delle piccole violenze come se fosse quello il centro reale del disagio, è prendere la laurea in cecità volontaria, una disciplina nella quale peraltro eccelliamo. L’oggetto finale, il fulcro attorno al quale si concentra l’angoscia sociale è Macron che ha perso una buona occasione per ritirarsi a suo tempo. Il fatto poi che alcuni organi di stampa francese diano la colpa a Mélenchon per aver creato le premesse di questa riapertura dell’inferno, è davvero un po’ comico: è stato proprio il leader della sinistra a creare l’atmosfera di emergenza per la permanenza dell’uomo dei Rothschild all’Eliseo, minacciato a destra dal fronte nazionale. Lo imponeva l’Europa, anzi la Ue, ma adesso a quattro anni di distanza que reste-t-il  di quell’Europa?  Di certo nemmeno più un briciolo di speranza.

fonte:

Di basnews

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