Per capire che cosa è l’ideologia politicamente corretta che ormai da tempo ha preso il nome di woke o wokismo (che racchiude un po’ tutto, dai femminismi vari, neo post e transfemminismi alle teorie più strampalate sull’inesistenza biologica dei sessi, fino alle questioni lgbtq+ e molto oltre, cancel culture ecc. ecc. ecc.), è utile leggere articoli come questo, non a caso pubblicati su giornaloni liberal come Il Sole 24 Ore: https://www.ilsole24ore.com/art/prevenzione-suicidi-piano-priorita-donne-giovani-e-carceri-AJaF7s7
In Italia circa il 78% (settantotto per cento) di chi commette suicidio e riesce a realizzarlo appartiene al genere maschile. Ripeto, il 78%. Nel caso della popolazione carceraria il tasso di suicidi maschili raggiunge il 95% circa. E però il Piano di prevenzione elaborato dal Ministero della Salute, annunciato dal ministro Orazio Schillaci, si rivolge innanzitutto “alle donne, ai giovani e alle carceri”, considerati i soggetti più fragili.
Alle donne… Quasi l’80% dei suicidi riguarda gli uomini ma il piano si rivolge ai soggetti più fragili, cioè alle donne…
Ricorda un po’ quelli/e che dicono che durante la prima guerra mondiale le prime vittime furono le donne perché costrette a rimpiazzare gli uomini nelle fabbriche per poi rimanere vedove…
Ecco, l’ideologia politicamente corretta, oggi ridenominata woke e tuttora relativamente egemone nel mondo occidentale (sull’altra sponda abbiamo i deliri superomistici e razzisti della neo destra tecnocratica di Peter Thiel e Elon Musk), è questa cosa qui. La deformazione della realtà anche quando la realtà stessa è talmente evidente che si pensa impossibile riuscire a deformarla. E invece lo fanno, approfittando del fatto che sono molto poche le persone che si peritano di andare a verificare le cose, onde per cui se si scrive e soprattutto si dice in televisione che il piano di prevenzione contro il rischio suicidio si rivolge innanzitutto alle donne, il lettore e la lettrice medi saranno portati inevitabilmente a pensare che il suicidio è una tragedia che riguarda principalmente le donne.
Del resto “ripeti una menzogna migliaia di volte e diventerà una verità” diceva un losco figuro che purtroppo si intendeva, eccome, di comunicazione. Diciamo che hanno avuto un valido maestro e hanno imparato bene la sua lezione.
Fabrizio Marchi
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