La vittoria dell’AFD in Sassonia è il segno della condizione insostenibile che vivono le classi medie. Non sono gli analfabeti ad aver votato l’AFD ma uomini e donne, lavoratori e lavoratrici che vivono quotidianamente l’erosione dei loro diritti, mentre liberisti e oligarchi trionfano con l’euro divenuto verità incontestabile ed eterna, o meglio è il santo gral (volutamente in minuscolo) dell’Europa di sacrifici e sangue.
Le accuse di nazismo all’AFD servono ad aggirare il problema del consenso decrescente dell’euro e dell’Europa unita e a far perpetuare l’autoreferenzialità dei partiti. L’accusa più banale che ci dobbiamo aspettare da partiti e media asserviti è la riduzione del voto di protesta a rigurgito nazista. La Germania ha leggi severissime sulla ricomposizione di partiti e movimenti nazisti, e non pochi sono stati sciolti, per cui l’AFD ha superato senza problemi gli ostacoli legali ed è giunta alle elezioni.
Ora l’accusa di nazismo non solo serve ad evitare di affrontare i problemi reali dei lavoratori, stretti tra sfruttamento e ricatti in una realtà in decomposizione in cui ci si sente sempre meno cittadini, ma è un abile modo per celare che taluni atteggiamenti fascistoidi li ritroviamo nei partiti che guardano con preoccupazione la montante marea nera delle destre.
In questi decenni a guida liberista i diritti sociali sono stati privatizzati, mentre le guerre si sono moltiplicate. I tedeschi non vogliono la guerra contro la Russia. Non sono stati ascoltati, come gli italiani e gli europei. Tutto questo è poco democratico e molto fascista. Il riarmo è stato pagato dai lavoratori con i tagli ai servizi e alle pensioni. Impedire ai meno abbienti di accedere ai servizi fondamentali per la vita come la sanità e la casa, io mi chiedo, non è da fascisti?
Non si riconosce a tutti il medesimo diritto alla vita. L’istruzione ridotta a costola del mercato dove si impara ad adattarsi ai desiderata dei padroni dei mezzi di produzione e delle banche non è fascista?
La libera personalità è cancellata per l’omologazione al mercato. La turistificazione violentissima delle città divenute alberghi diffusi dove i proprietari si arricchiscono, mentre i lavoratori cercano disperatamente casa, non è postura in odore di razzismo? La casa è per pochi e per turisti, il resto si arrangiasse…
L’immigrazione di massa che conduce ad una condizione semischiavile gli immigrati e all’abbassamento dei salari con l’esercito dei lavoratori di riserva, non è anch’essa una forma di gerarchizzazione sociale?
Il denaro fa il cittadino e se non si ha denaro niente casa, niente sanità, niente sicurezza. Nei quartieri affollati tra indigenti e migranti l
uenze russe per non prendere atto della dolorosa realtà in cui tanti vivono e soffrono potrebbero tornare tempi tenebrosi.
Salvatore A. Bravo
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