mercoledì, 16 Giugno 2021
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Transizione energetica, la Basilicata si proponga modello di regione sostenibile al G20 di giugno

“Sarebbe bellissimo che in occasione del prossimo 29 giugno, nell’ospitare l’evento internazionale del G20, Matera e la Basilicata fossero legittimate come luogo modello di sostenibilità. Un grande piano per la transizione energetica, nella nostra Basilicata che ha la fortuna di avere Matera, terza città più antica al mondo  e patrimonio mondiale Unesco, simbolo di resilienza e sostenibilità, già Capitale europea della cultura 2019, è non solo possibile ma diventerebbe strategico perché rappresenterebbe un modello da emulare ma soprattutto da vivere.”

Lo ha dichiarato il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva nel suo intervento per il cinquantesimo della Regione Basilicata che si riporta integralmente.

“L’approccio giusto – ha detto Luca Braia – deve essere quello di osare, di avere coraggio nel lanciare sfide che potrebbero anche apparire, per una piccola terra come la Basilicata, visionarie. Sfide che, invece, se condotte in sinergia con il sistema Basilicata tutto e in linea con gli indirizzi dati dalla UE, possono farci fare quel salto in avanti nel futuro, fondamentale per continuare l’inversione di rotta  cominciata nella passata legislatura, in cui l’economia della Basilicata da petrolio-centrica è diventata a trazione sostenibile puntando tutto su turismo, agroalimentare e ambiente.

Rilanciare oggi sulla transizione energetica e diventare modello per l’Italia e per l’Europa di una società sostenibile, baricentro nel mediterraneo e del nuovo mondo,  è l’obiettivo da raggiungere. Da 20 anni siamo  la prima regione italiana per estrazioni  di petrolio, lo saremo per i prossimi 30 e proprio per questo, noi più di altri, dobbiamo e possiamo diventare modello, facendo leva sui nostri fattori climatico-ambientali principali, come acqua, sole, vento, foreste, sulla transizione energetica che vede insieme alle energie alternative, anche l’idrogeno green, una frontiera per noi raggiungibile. In questa visione vanno inserite le nostre proposte del distretto dell’energia insieme a quello dell’automotive da affiancare a quelle dell’aerospazio e dell’agroalimentare ma anche alla candidatura condivisa e accolta dall’Assessore Rosa, di una Basilicata hub dell’idrogeno. Sono le scommesse che insieme alla ripresa del turismo dobbiamo provare a vincere.  

Ripercorrere in questa giornata importante quelli che, a mio avviso, sono stati gli avvenimenti più salienti, le scelte che hanno segnato la vita della Regione e della sua comunità è anche una sfida con cui vorrei delineare quale dovrà essere il ruolo della Basilicata.

I processi di cambiamento vanno governati e, consentitemi di affermarlo, per mia esperienza non devono avere colore politico ma incrociare il coraggio della condivisione, per il bene supremo della comunità. Il Consiglio regionale è, infatti, per me presidio irrinunciabile della democrazia rappresentativa dei territori e dovrebbe avere una più forte capacità di incidere sulle decisioni del Governo regionale e nazionale. Lo dico con forza proprio ora che ci apprestiamo a decidere cosa fare delle risorse della prossima programmazione europea e del recovery plan  perché, con la riforma e il taglio dei parlamentari, la nostra voce rischia di diventare molto flebile, forse pericolosamente impercettibile. 

C’è la battaglia di tutta la comunità lucana a difesa dell’ambiente messo a rischio dalle estrazioni petrolifere – Eni in Val d’Agri o Total a Tempa Rossa. Nelle ultime settimane la Basilicata è unita nella difesa dello stabilimento Stellantis di Melfi, che il Governo Regionale deve saper gestire con un proficuo rapporto a livello nazionale. Nei momenti cruciali, ricordo la mobilitazione a Scanzano contro il deposito scorie, ritornata oggi anche attuale, i lucani e le lucane hanno sempre dimostrato di ritrovare quel senso di appartenenza e di unità che è il fondamentale valore da ritrovare, coltivare, rafforzare e difendere sempre, comunque e ad ogni costo.

Uscire dalla pandemia deve essere per la Basilicata, l’Italia e l’Europa una nuova opportunità per riscattarsi dal recente passato tutt’altro che glorioso, investendo nella costruzione di un modello di società più equa, più semplice, più smart, più efficiente e più competitiva. Ogni sforzo umano, ogni risorsa economica,  royalties comprese, devono essere patrimonio di opportunità del territorio, a prescindere dai localismi. L’unica nostra ossessione dovrà essere quella di sostenere processi di sviluppo che possano valorizzare le vocazioni territoriali puntando a sostenere le nostre imprese e i nostri giovani, oltre che le famiglie, con un’attenzione particolare alle aree interne che nella nostra terra simbolo di fragilità, storia, cultura e identità lucana. 

Sono undici i presidenti di Regione che si sono succeduti in questi 50 anni di Regione Basilicata. Vincenzo Verrastro, Carmelo Azzarà, Gaetano Michetti. Antonio Boccia, Angelo Raffaele Di Nardo, Filippo Bubbico, Vito De Filippo, Marcello Pittella, Vito Bardi.

25 i Presidenti del Consiglio. Undici legislature, alterne vicende, alti e bassi, periodi epocali, attraversati sino ad oggi con una sola donna presidente del Consiglio (Maria Antezza), e mai più di tre donne tra Consiglio e Giunta Regionale, segno che tanto ancora dobbiamo fare sul fronte delle pari opportunità. Eppure proprio durante quella presidenza fu siglato a Matera, con la conferenza nazionale di tutti i Presidenti del Consiglio un documento importantissimo per i cittadini, la famosa Carta di Matera che andrebbe oggi più che mai ripresa e attuata quando il legislatore regionale deve verificare l’impatto delle norme sulla comunità.

Da fine anni ‘80, la Regione Basilicata ha intrapreso una complessa attività di negoziazione con compagnie petrolifere e Governo, per ottenere misure di compensazione adeguate a rendere il più possibile compatibile lo sviluppo con la salvaguardia ambientale. Segnati per sempre dal terremoto dell‘80 e dalla manifestazione popolare della marcia su Scanzano che costrinse il Governo a rinunciare alla deposizione delle scorie nucleari. Con orgoglio questi 50 anni ci hanno visto affrontare situazioni complesse a testa alta. 

Atteggiamento, sono certo, che continuerà a guidare le nostre azioni. Una Basilicata ben amministrata, infatti, è la nostra più grande opportunità per continuare a costruire un vero futuro “sostenibile” che deve puntare sulle risorse naturali, ambientali, enogastronomiche, turistiche che ci rendono regione unica, in una Italia meravigliosa da salvaguardare nella sua integrità, diversità e unità. Bisogna, pertanto, resistere a progetti che mirano a dividerci e proprio attraverso il progetto di transizione energetica di ritrovare una unica identità più forte e  moderna, capace di uscire dalla logica assistenziale e trasformare le nostre peculiarità in volano di sviluppo sostenibile, valorizzando i giovani e il capitale umano, invertendo il trend del pericoloso decremento demografico che rischia di condannarci all’estinzione.”

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