Nella mattinata odierna, in Potenza e provincia, nonché nelle province di Caserta e Chieti, i
Carabinieri di Potenza – su disposizione di questo Ufficio – hanno dato esecuzione ad una ordinanza
cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza nei confronti
di tre indagati (due agli arresti domiciliari e uno sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia
giudiziaria, che rispondono di plurime ipotesi di estorsione in concorso), nonché a decreti di
perquisizione nei confronti di quattordici persone sottoposte a indagini.
Il procedimento riguarda, tra le altre, ipotesi di corruzione, concussione ed estorsione.
Contestualmente, sono stati notificati otto avvisi di comparizione per lo svolgimento
dell’interrogatorio preventivo dinanzi al Giudice per le indagini preliminari, ai sensi dell’art. 291,
comma 1-quater, c.p.p. Gli interrogatori sono finalizzati alla valutazione dell’eventuale applicazione
di ulteriori misure cautelari, già richieste da questo Ufficio.
L’indagine ha avuto origine nel 2023 dalle denunce presentate da un’imprenditrice, residente nella
provincia di Chieti e operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, la quale riferiva di
avere subito pressioni nel capoluogo lucano. I successivi approfondimenti investigativi hanno
consentito di acquisire elementi in ordine alle denunciate condotte estorsive e, al contempo, alla
partecipazione della stessa imprenditrice, in una fase iniziale, a un accordo corruttivo con alcuni degli indagati.
Lo sviluppo delle investigazioni ha fatto emergere un sistema criminale più ampio, finalizzato alla
formulazione di richieste estorsive in diversi contesti. Tra questi figura il cantiere per la realizzazione del Trauma Center presso il polo ospedaliero «San Carlo» di Potenza, nel cui ambito sarebbe stata
imposta l’esecuzione di lavori di rilevante valore da parte di ditte subappaltatrici compiacenti.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere un’ipotesi di gestione illecita della raccolta dei rifiuti solidi
urbani e ima distinta ipotesi di corruzione. Quest’ultima si sarebbe concretizzata in uno scambio di
favori: un’assunzione pilotata presso una società operante nella raccolta dei rifiuti, in cambio della
promessa di appoggio elettorale in occasione delle successive consultazioni amministrative del
capoluogo. Nella condotta risultano coinvolti uno dei destinatari della misura cautelare, un dipendente del Comune di Potenza e un funzionario di ACTA S.p.A., società a capitale interamente pubblico comunale.
Il procedimento pende nella fase delle indagini. Le contestazioni formulate hanno natura provvisoria e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
