• Agosto 11, 2026 2:03 am

Ue, voto truccato per far passare la sorveglianza in rete

Dibasnews

Lug 11, 2026

Secondo alcuni viviamo in una sorta di giardino fiorito o addirittura di Eden. Lo dicono quelli che hanno abbastanza risorse per non essersi accorti che semmai è stato così ( e non lo è stato ovviamente9 ne siamo stati scacciati da un bel pezzo dagli dei corruschi del neoliberismo. Lo dicono quelli che chiudono gli occhi di fronte alla realtà come se non vedendo si potessero scacciare gli spiriti maligni. Lo dice ovviamente il potere le cui interfacce mediatiche e politiche devono pur nascondere la mela che hanno mangiato. Il riferimento a un mondo arcaico è quello che ci vuole perché ai più sfugge come sia proprio l’architettura istituzionale della Ue a impedire qualsiasi dibattito o libertà, mentre pensano che sia il luogo seputato proprio per questo. Ne abbiamo un esempio se non di giornata, almeno abbastanza fresco che fa capire come funzionano le cose. Bruxelles ha imposto  provvedimenti per la sorveglianza elettronica di massa chiamato Chat control 1.0 e questo nonostante per ben due volte questo giro di vite sulla libertà fosse stata respinta dal Parlamento europeo. Ma di certo la commissione non si è perduta d’animo: non essendo riuscita a ottenere una chiara maggioranza parlamentare, i sostenitori (per lo più appartenenti al Partito Popolare Europeo) si sono rivolti al  Consiglio europeo, che ha adottato Chat Control 1.0 il 2 luglio scorso. 

Le regole della Ue prevedono, molto opportunamente per evitare che qualche provvedimento possa essere respinto, che la posizione del Consiglio si trasformi automaticamente in legge a meno che il Parlamento europeo non riesca a ottenere una maggioranza assoluta per bloccarla. Per impedire la formazione di tale maggioranza, martedì della scorsa settimana il Ppe, con il sostegno degli Stati membri, ha avviato una procedura d’urgenza, cercando di far passare il proprio piano negli ultimi giorni prima delle vacanze estive, quando molti eurodeputati avevano già lasciato l’aula.  Così il parlamento di Strasburgo ha approvato la procedura d’urgenza con voti risicati e, di conseguenza, non c’era più spazio sufficiente  sufficienti per bloccare Chat Control 1.0 quando è stata messa ai voti. Una maggioranza di 314 eurodeputati ha votato contro, mentre solo una minoranza di 276 ha votato a favore. Poiché 314 è inferiore alla maggioranza assoluta di 361, il Chat control 1.0 è stato approvato nonostante la maggior parte degli eurodeputati presenti fosse contraria.

Chat Control 1.0 è stato introdotto per la prima volta nel 2021 come deroga temporanea alla Direttiva ePrivacy dell’UE, consentendo ai servizi di messaggistica e alle piattaforme online di scansionare chat e altre comunicazioni elettroniche alla ricerca di materiale pedopornografico o almeno questo è stato il pretesto per introdurre una sorveglianza multilivello: è ovvio che occorre scansionare tutto per trovare qualcosa in un campo specifico.  Il significato di questa operazione è stata fin troppo chiara sin dall’inizio. La deroga è scaduta ad aprile, ma diverse piattaforme hanno continuato la loro sorveglianza senza alcuna base legale nei mesi successivi. Ora, il loro permesso formale di scansionare le nostre comunicazioni private è stato ripristinato ed esteso fino ad aprile 2028. Ma tutto questo mostra chiaramente come sia di fatto impossibile una normale dialettica democratica perché le triangolazioni tra consiglio e commissione rendono di fatto impossibile respingere un qualsiasi provvedimento, anche di quelli che dividono la scelta cruciale fra una politica democratica e una politica della sorveglianza. È proprio il sistema in sé che è stato studiato per evitare che le oligarchie vadano in minoranza e anche se accadesse, come di fatto è avvenuto in questo caso, c’è sempre un trucco per ribaltare la situazione. Tutto questo accade in un mondo dove le stesse oligarchie – come il caso Epstein dimostra ad abundantiam – sono le maggiori centrali di quella pedofilia che oggi serve come pretesto per sorvegliare tutti. Eppure c’è ancora che si aggrappa alle illusioni non sapendo che sono diventati incubi.

fonte:

Di basnews

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la facilità d'uso. Se utilizzi il sito accetti l'utilizzo dei cookie.