AUTO POLIZIA VOLANTE

di Redazione Lo_Speciale

Milano, la capitale della moda, del cosmopolitismo, perla della modernità Italiana e capoluogo più benestante d’Italia in termini di reddito medio, con un valore pari a 35.585 euro.
Di giorno la Milano del lusso: in zona Duomo, in Via Monte Napoleone, nel quadrilatero moda ci si imbatte in un paradossale “paese dei balocchi”. Persone perfettamente curate, turisti che impugnano buste delle marche più note…

Tuttavia uscendo dalle vie principali, Milano si veste di disuguaglianze: dal top al flop.
Infatti quelli finora elencati non sono gli unici primati che spettano alla capitale della moda.

Secondo i dati del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni ( https://www.interno.gov.it/it/ministero/dipartimenti/dipartimento-pubblica-sicurezza), Milano si posizionerebbe in prima posizione nella classifica del tasso di criminalità delle città Italiane con 5985.3 denunce ogni 100 mila abitanti.

Vantando 2943 denunce ogni 100mila abitanti, rinnova la sua prima posizione anche per furti commessi. Con 15 denunce ogni 100 mila abitanti Milano si posiziona al settimo posto per numero di violenze sessuali.

Molti sono i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni a livello di sicurezza reale e percepita nella capitale della moda. Partendo dai Navigli; prima punto di riferimento per l’incontro di amici e famiglie e ora palcoscenico di guerriglie urbane, alcol, e risse. Dalla piena tranquillità di movimento si passa alla necessità di accortezze su quali luoghi frequentare a seconda degli orari. Quali posti evitare di notte? La stazione centrale e le zone limitrofe non piacevolmente note per il rischio di aggressione, ad esempio.

Disagi dei cittadini che vengono raccontati in maniera esplicita dalla pagina Instagram “milanobelladadio” ( https://www.instagram.com/milanobelladadio/), pagina su cui sono stati recentemente resi noti i volti delle principali borseggiatrici di metropolitane e tram di Milano.

Solitamente l’aumento della criminalità è strettamente connesso ed esacerbato dall’aumentare delle disuguaglianze e della sofferenza economica. Ma la diversità del caso milanese ci spinge a riflettere su quanto non sia necessariamente la fame a condurre ad azioni malavitose. Che la criminalità sia una possibile conseguenza di una smania del possesso? E’ la bramosia dell’avere di più che porta in questa città ad agire anche contro la morale?

Maria Longobardi

fonte:

Di BasNews

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