Non ricordo più dove ho letto che l’avventura della flottiglia è stata una scintilla, sì una miccia che è riuscita in qualche modo a spezzare la feroce macchina del consenso che lavora incessantemente, non solo per creare una realtà che non esiste, ma per tenere tranquille le coscienze. Una miccia accesa non volendo aggiungo io. E non potendo nemmeno farlo da un punto di vista pratico visto che se anche la flottiglia riuscisse ad arrivare sulla riva di Gaza, il suo apporto sarebbe quello di una goccia in un mare. Ma questa avventura ha avuto un potente e probabilmente inatteso significato simbolico che sta mobilitando le piazze, sia pure tardivamente. Da noi questo ha spiazzato la destra bottegaia impegnata a cianciare di sovranismo, mentre è tutta pappa e ciccia con i poteri finanziari e dunque anche con il sionismo che del resto è cresciuto nel secolo scorso in analogia con i fascismi europei. Dall’altra parte la sinistra inesistente ha colto l’occasione per fare ciò che vuole il potere globalista, ossia normalizzare la situazione, buttando la questione in caciara, come si diceva un tempo, ossia sfruttando l’occasione per cercare di demolire l’attuale governo. Ma mi chiedo perché sindacati, Pd e campo largo compreso se la prendono solo con la Meloni – che conta come il due coppe quando briscola è a bastoni – e non, per esempio, con i loro adorati poteri europei, che nulla hanno fatto per Gaza se non ribadire la vicinanza con Tel Aviv e con il genocidio? Perché non chiedono le dimissioni di una commissione guerrafondaia e della baronessina von der Leyen che nei due anni scorsi è stata attivissima a sedare qualunque anche pallido sostegno alla lotta dei palestinesi? E che di certo non è precisamente una fan della flottiglia?
Nelle piazze si è visto anche un cartello, quello della foto di apertura, che dice una cosa verissima: ossia che non stiamo liberando la Palestina, ma che la Palestina sta liberando noi. A patto però che non si cada nel miserabile giochetto politico che vediamo da oltre trent’anni, che non ci si fermi alla commedia di governo e opposizione che sono in realtà completamente sovrapponibili. In questo caso il momento di autocoscienza o di fortuita liberazione dall’ipnosi che si è determinato con l’avventura della flottiglia, verrà completamente sprecato e rientrerà nel Monopoli che il potere organizza per non farci diventare comunità, popolo, classe, ma solo individui atomizzati e di fatto ridotti non solo a meri consumatori, ma anche felici e satolli di questa condizione. Sarebbe il momento per una rifondazione della sinistra, se non fosse che quella mascherata cerca disperatamente di appropriarsi di questo momento e di dirigerlo sulle secche. Oppure con una metafora più pertinente di abbordarlo facendo credere che il neoliberismo può essere corretto con ancora più liberismo, esattamente come un folto gruppo di ingenui o di ipocriti pensa che i disastri della Ue possano essere risolti con più Ue.
Del resto basterebbe riflettere un attimo per vedere che accusare la Meloni di sovranismo o di nazionalismo (figurarsi) per poi lamentarsi se non agisce in contrasto con la volontà sostanziale di Bruxelles che ha fatto il vuoto politico attorno a Gaza, non ha nessun senso . O meglio dovrebbe essere il momento di liberarsi di questa falsa politica e di scorgere non solo la tragedia di Gaza, ma soprattutto le ragioni e le dinamiche che hanno portato a questo abisso di inciviltà. Certo il sistema globalista che oggi vuole fare la guerra a chi non si arrende ai suoi presupposti, ha in qualche modo esagerato, arrivando a intaccare la vernice sotto la quale si nasconde il marciume. Ma ci sono già dei volonterosi imbianchini che stanno tentando di coprire le falle. Cosi tutto ritornerà come prima, anzi peggio di prima in questo condominio di dannati e gabbati che si chiama Occidente.
fonte:
