di Gianluigi Gazerro

La Premier Giorgia Meloni in visita oggi a Caivano, il comune della provincia napoletana in cui si è recentemente consumata la scandalosa violenza ai danni delle due cuginette di 11 e 12 anni.

Sicura che tornerai a casa?”, “adda murì”, le minacce via social allertano Governo e forze dell’ordine. Dall’opposizione arriva piena solidarietà, Schlein ha già definito “inaccettabile” la reazione popolare all’annuncio della visita. Anche De Luca, che ha più volte ribadito la sua volontà di vedere un ampio dispiegamento militare, presente insieme al sindaco di Napoli.

Gli accessi al Parco Verde, ripulito per l’occasione, sono presidiati dagli uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Le strade principali sono state bloccate. Forte presenza dei media all’ingresso dell’Istituto Superiore “Morano”, blindato per l’occasione.

Non mancano le contestazioni all’arrivo della Premier nel parcheggio della chiesa di Caivano, ad attenderla Don Patriciello, inizialmente pronto ad accoglierla fuori dalla struttura, è dovuto rientrare al suono delle urla degli abitanti. «Vergognati», «assassina», «dacci lavoro», «fascista». L’accoglienza da parte degli ormai ex percettori del Reddito di Cittadinanza non si è fatta desiderare, una piccola folla di protestanti parlano ai microfoni dei giornalisti: «Nel Parco Verde è più facile perdersi, c’è la tentazione», e continuano parlando della presenza della Camorra sul territorio: «Non c’è la Camorra che ti bussa alla porta e ti obbliga a vendere la droga».

Arriva subito la protesta della mamma di una delle bambine vittime di violenza : “Tra le tappe del presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni a Caivano non figura quella nella scuola di mia figlia, dove mi avrebbe fatto piacere incontrarla per chiederle aiuto. Ma io sono determinata, voglio lasciare questo inferno e quindi lancio un appello a chiunque possa darmi una mano a scappare.”

L’avvocato Angelo Pisani, legale di una delle famiglie delle vittime, a supporto della madre disperata: “Speriamo Meloni la incontri” e continua “sarebbe un brutto segnale di abbandono dello Stato verso le vittime”. 

Alla base delle minacce sembra esserci lo stop al reddito di cittadinanza. La questione aveva già dato vita a manifestazioni e cortei nella regione Campania, ma questa volta il limite è stato superato. Tra auguri di morte e minacce personali mirate alla Premier, le intimidazioni hanno registrato un’escalation preoccupante nelle ultime ore. La posizione di Palazzo Chigi però è chiara: non un passo indietro.

Il Governo vuole la riqualificazione del comune di Caivano, un iter simile a quello seguito per Scampia sembra essere l’ipotesi più accreditata, nel frattempo però la situazione non cambia. Criminalità, vandalismo e violenza fanno dell’hinterland napoletano una delle zone italiane più complesse da amministrare.

La presenza di Meloni parla chiaro, tra chi sostiene il gesto e chi accusa il Governo per l’ennesima “passerella politica”, la volontà dell’esecutivo resta quella di dimostrare la presenza dello Stato nelle zone più problematiche. 

Le minacce di morte lanciate ieri dai contestatori non sembrano tradursi effettivamente nella visita di oggi, presenti in molti a contestare lo stop, ma l’ordine pubblico tiene.

Fonte:

Di BasNews

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