Quando un intero mondo si regge più che sul mondo reale, sulla narrazione infinitamente reiterata e “immillata”, come avrebbe detto Gozzano, in tutti gli specchi rotti dei media, prima o poi è inevitabile che si incappi in errori, che le menzogne finiscano in trappole originariamente pensate per rendere impotente qualche sprazzo di verità e che la massa di manovra necessaria a mantenere in piedi questa “machina” teatrale, renda inevitabile ingaggiare anche avidi imbecilli, persone dalla imperforabile sicumera, mercenari di natura. E così l’errore è sempre in agguato. Ci è cascato pure il governo sionista di Tel Aviv: nel tentativo di controllare la narrazione su Gaza e sul numero esorbitante di vittime, si è messo all’angolo da solo. Ha infatti dato i numeri della propria stessa strage, con precisione talmente assurda da essere di per sé poco credibile in un carnaio come la Striscia: i morti palestinesi sarebbero 71.667 e tra questi figurerebbero 20 mila combattenti di Hamas.
Già da due anni varie organizzazioni sanitarie occidentali, basandosi su elementi oggettivi, avevano fatto altre cifre che sfioravano o superavano i 200 mila morti. Ma non è delle cifre reali che al momento voglio parlare, ma dell’autodenuncia dell’Idf, ossia dell’esercito israeliano: ad esso e ai suoi uffici stampa è sfuggito il fatto che nel tentativo di enfatizzare il numero di combattenti di Hamas, ha ammesso per la semplice aritmetica di aver massacrato 51 mila civili, vale a dire gente inerme e non coinvolta nel combattimento, comprese molte e molte migliaia di bambini. Cioè, ha ammesso di essere la più spietata organizzazione terrorista del pianeta. Certo in un sistema a verità variabile questa ammissione non viene nemmeno colta in tutto il suo significato dirompente e in ogni caso nel nostro mondo immutabile nella sostanza, ma variabilissimo nell’aspetto, domani è un altro giorno, benché il futuro si faccia sempre più striminzito. Sì, domani tutti avranno dimenticato e si potrà sempre dire una cosa diversa. Di questa caratteristica contemporanea che fa del mondo un luna park dove tutto è meraviglioso e sempre uguale, ne fa ampio uso Trump che un giorno dice una cosa e quello successivo un’altra.
Adesso la Casa Bianca ha scoperto che un attacco all’Iran è molto più problematico della settimana scorsa perché i satelliti russi e cinesi sorvegliano tutta l’area e nel Golfo Persico, a partire da ieri, è in corso un’esercitazione navale russo – cinese – iraniana a cui partecipa, anche quella che gli analisti occidentali considerano la nave da guerra più potente al mondo, il cacciatorpediniere stealth cinese Tipo 055. Tutto questo era noto da tempo, quindi non si può certamente dire cha sia una sorpresa. E dunque il fatto che adesso ci siano dei colloqui su diktat americani che l’Iran non può accettare, sembra così artificiale da far sospettare che tutta questo movimentismo bellico serva a Trump come distrazione dalle tensioni interne che sono esplose in Usa, compresa anche la questione Epstein che ormai sta dilagando, con la pubblicazione di nuove tonnellate di file. Si tratta di documentazioni che descrivono molto bene la corruzione morale e materiale delle élite di comando del mondo occidentale e in questo dossier che esce a puntate, il nome di Trump compare oltre 500o volte. Pazienza aver saputo che Bill Gates, il vaccinatore folle, si era beccato una malattia sessualmente trasmissibile da qualche Epstein girl (russa, naturalmente, per non farsi mancare nulla) e che chiedesse al patron della pedofilia antibiotici da far prendere alla moglie Melinda senza che lei lo sapesse. Ma Bill, non eri vaccinato contro queste evenienze così’ prevedibili, sebbene tu stesso sia un virus? Chi vuole scavare dentro la maleodorante fanghiglia, può andare a questo indirizzo e scatenarsi a trovare il suo dissoluto preferito. Anche se gli orribili video che mostrano sevizie e torture su minori non sono ancora disponibili.
Ma certo per Trump è diverso, tanto più che la rivelazione della verità su Epstein era stato uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale e così si ha la sensazione che faccia suonare le trombe di guerra per evitare che la questione assuma troppo rilievo. Ma, come si dice, la mela non cade mai distante dall’albero e così è venuto fuori che proprio Epstein, il quale in definitiva era un agente sionista di lusso, aveva insistito con Obama perché bombardasse Siria e Iran. Comunque la si rigiri la politica americana finisce sempre in qualche bomba.
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