• 6 Novembre 2026 16:27

Israele “abbatte” Trump, ma la guerra continua

Dibasnews

Nov 6, 2026

Dopo la clamorosa sconfitta di Trump, probabilmente inattesa nelle sue dimensioni, visto che – ho fatto il conto – ha vinto ben 27 volte sull’Iran, ci si domanda che cosa accadrà. E potrebbe sembrare un interrogativo arduo, ma in realtà è semplicissimo: assolutamente nulla nel breve periodo. Certo gli elettori hanno bocciato il miliardario guerrafondaio e i suoi famigli, soprattutto perché gli ha fatto lievitare i prezzi del carburante e conseguentemente di tutte le merci, circostanza che ha smorzato l’innato imperialismo d’oltre oceano, ma adesso il problema è dei democratici. Cosa potranno fare e cosa potranno promettere? La mia impressione è che siano stati spiazzati dall’ampiezza della loro vittoria, cosa che adesso li impegna a fare qualcosa o a dire qualcosa in merito alle guerre in atto. Ma non è certo facile. In Michigan dove è stato eletto il primo senatore mussulmano, Abdul El-Sayed, nonostante i milioni di dollari spesi dal suo avversario per inondare i media di spot razzisti, una democratica di spicco ha preferito fare la campagna elettorale per i repubblicani, non sopportando che si parlasse di Gaza in termini tragicamente realisti. Da questo punto di vista è molto più incisiva l’opposizione israeliana la quale dice che Trump ha perso perché si è troppo accompagnato a un personaggio tossico come Netanyahu.

E ha ragione: gli americani hanno avuto l’impressione che gli Usa siano diventati il braccio armato di Israele e questo, al di là di qualsiasi altra considerazione, collide con l’idea di Paese eccezionale che essi hanno di sé. Peraltro The Donald non ha fatto nulla per allontanare questa sensazione e il suo messaggio finale proprio il giorno delle elezioni è stato “Se la gente si stanca di me negli Stati Uniti, mi trasferirò in Israele e diventerò Primo Ministro“. Per quanto riguarda invece l’Ucraina, bè sono stati principalmente le amministrazioni democratiche ad innescare il conflitto e dunque di certo non possono tirarsi indietro. Per quanto possa sembrare paradossale penso che i blu contino molto sul fatto che Trump metta il veto, così potranno fare proposte che non farebbero mai se avessero la Casa Bianca ed è per questo che probabilmente non si arriverà ad un impeachment. Del resto questa è la tipica dialettica maggioranza opposizione – che conosciamo fin troppo bene – e che denuncia i limiti formali della democrazia in declino. Quando poi si parla di conflitti è arcinoto che sono le élite economiche e finanziarie a dettare le regole del gioco e che quindi il ceto politico deve adeguarsi. Trump alla fine si è ultra allineato alle mire del globalismo.

Così possiamo divertici di fronte alla battuta che circola nel mondo intero secondo cui è stato l’Iran a innescare un cambio di regime in America e non il contrario. E non è nemmeno la prima volta: fu proprio la questione degli ostaggi nell’ambasciata americana di Teheran che distrusse la presidenza di Carter nel 1980. Evidentemente The Donald non ha imparato la lezione, al punto che ha tentato qualcosa di molto simile a quella del suo lontano predecessore: Carter lanciò l’operazione “Artiglio d’Aquila” per liberare gli ostaggi che si risolse in un disastro militare mentre e Trump ha tentato l’”Operazione Eagle Claw II” cercando di impadronirsi dell’uranio arricchito iraniano conservato a Natanz, ma è stato un disastro ancora peggiore, con la perdita di un F15 e di parecchi elicotteri e aerei da trasporto. Sulle vittime aleggia la censura. Il fatto è che il genocidio di Gaza, cui Trump si è allineato, ha affondato la reputazione di Israele e oggi il 50% dei repubblicani appartenenti alle generazioni Z e Millennial ha un’opinione negativa di Israele.

Del resto i sondaggi di opinione mostrano che il 74% degli elettori ha considerato la guerra con l’Iran un fattore “cruciale o determinante” nella propria scelta di voto, e i femocratici hanno ottenuto il 63% di questi voti. La guerra con l’Iran è stata causata da chi “prima Israele”, non da chi “prima l’America”. In realtà Trump è stato abbandonato dalla sua base non perché il “make America great again” sia stato rifiutato, ma proprio perché Trump ha mostrato di non essere il personaggio che molti avevano votato due anni fa, non ha tenuto fede alle promesse di pace, ha agito in maniera scomposta sui dazi e, alla fine, anche quando si è dedicato a frenare l’immigrazione lo ha fatto in maniera tale da suscitare indignazione. Insomma Trump non è stato in grado di fare ciò che aveva promesso. Al punto che la sua stessa base preferirebbe un suo ritiro, lasciando che sia Vance a gestire la Casa Bianca. Ma le guerre, anzi la guerra, visto che la logica di fondo è una sola sui diversi fronti, cioè l’imperialismo del denaro, continueranno. Su questo si può andare sul sicuro.

fonnte:

Di basnews

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la facilità d'uso. Se utilizzi il sito accetti l'utilizzo dei cookie.