Francamente ho l’impressione che la situazione stia sfuggendo rapidamente di mano.
Le immagini (il filmato è disponibile online) dell’arresto e della contestuale uccisione di Abderrahim Fakir, un quarantaduenne di origine marocchina, lasciano solo due opzioni: o la polizia manda in pattuglia gente che dovrebbe rimanere dietro una scrivania, oppure qualcuno dall’alto gli ha fatto capire che in questo momento vale tutto (e che saranno comunque coperti).
L’autopsia farà chiarezza (speriamo) sulle cause della morte, ma un intervento in cui non si riesce a fare niente di meglio che montare in due su un soggetto da immobilizzare, restandoci sopra fino al decesso, è indice quantomeno di grave incapacità.
Personalmente credo sia in corso un’operazione orchestrata dall’alto per condurre la popolazione a concentrarsi sul tema “sicurezza” e a polarizzarsi.
Ogni giorno salta fuori un nuovo caso (viene mediaticamente esposto) e viene cucita una narrazione ad hoc, che deve creare un’opposizione insanabile tra un blocco di “autoritarismo Legge e Ordine” ed un blocco di “libertarismo antistatalista (A.C.A.B)”.
L’autoritarismo lavora sulla paura, sul disagio, sul senso di esposizione di una parte della popolazione esposta alla microcriminalità e non protetta.
Il libertarismo antistatalista lavora sul senso di estraneità allo stato e promuove una strutturale diffidenza nei confronti delle istituzioni, presentate come intrinsecamente compromesse e irriformabili, come un nemico antropologico.
Ovviamente entrambe le posizioni l’autoritarismo e l’antistatalismo sono graditissime al potere reale e convivono magnificamente.
Se uno guarda alla società americana, ne ha un’immagine perfetta.
Non c’è film americano che non presenti il “Government” e le “National Agencies” come una perenne opaca minaccia sul cittadino, una forma di ottusa oppressione di cui diffidare in ogni istante e che è giusto definanziare.
Al contempo, il “paese della libertà” è il paese con la più grande parte di popolazione incarcerata al mondo (0,7% della popolazione USA è dietro le sbarre, contro lo 0,07% della Germania o lo 0,11% dell’Italia). E lo stile autoritario delle forze dell’ordine americane è internazionalmente noto (e, a quanto pare, sta facendo scuola anche da noi).
Le due istanze convivono nella società americana in forma polarizzata e inconciliabile, e si rinforzano reciprocamente, producendo come esito finale una società dove i ricchi si gestiscono la sicurezza privatamente e i poveri applaudono alla pena di morte.
Ed è lì che ci vogliono portare.
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