giovedì, 1 Dicembre 2022
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Contro gli eventi estremi, arrivano supercomputer e intelligenza artificiale per migliorare le previsioni meteo

di Giuseppe Picciano

In attesa che il prossimo Governo programmi (anche) un piano nazionale per l’ambiente, è necessario che la ricerca acquisisca, nel frattempo, un’adeguata capacità di calcolo per riuscire a prevedere eventi estremi molto localizzati, come è stato il nubifragio che ha di recente devastato le Marche. I modelli utilizzati attualmente per le previsioni meteorologiche ancora non hanno questa possibilità, ma a breve potrebbero trovare il prezioso e sofisticato di supercomputer e sistemi di intelligenza artificiale. Parla di progressi rivoluzionari, ad esempio, il documento dell’Ufficio meteorologico britannico che descrive come apprendimento automatico e intelligenza artificiale aiuteranno le previsioni meteo da qui al 2027.

È un cambiamento alle porte che potrebbe trovare terreno fertile anche in Italia, il cui territorio è particolarmente fragile: «L’Italia ha tutte le competenze necessarie in questo campo, ma non le risorse – spiega il fisico dell’atmosfera Dino Zardi, coordinatore del corso di laurea in Meteorologia dell’Università di Trento – la tecnologia mette a disposizione delle previsioni un grande volume di dati, che va gestito. Per ottimizzarne l’elaborazione, in molti Paesi si cominciano a utilizzare sistemi di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico. Anche in Italia – aggiunte Zardi – avremmo le risorse per farlo grazie ai fondi del Pnrr, ma non c’è una linea di finanziamento regolare per poter sviluppare la meteorologia operativa».

Manca, cioè, un sistema che riesca a sostenere la meteorologia in modo regolare, a partire dalla formazione, passando per i centri di ricerca fino alle strutture del territorio delegate alle previsioni. «Si tratta – chiosa l’esperto – di sostenere in maniera regolare un settore strategico».

E ricorda che la Germania lo sta facendo da almeno 20 anni. Grazie all’accordo fra le maggiori università del Paese e a finanziamenti si è stabilita una sinergia ricerca, sviluppo e servizi meteorologici.

In Italia comincia a muovere i primi passi l’Agenzia nazionale per la meteorologia, che si doterà del supercomputer Leonardo, in fase di assemblaggio al Tecnopolo di Bologna, mentre l’Ufficio meteorologico britannico ha già cominciato a utilizzare un sistema di intelligenza artificiale per analizzare i dati raccolti dalle stazioni meteorologiche di superficie.

A breve le previsioni meteo avranno nuovi supporti anche dallo spazio, con i satelliti europei Meteosat di terza generazione, che scandaglieranno l’atmosfera in modo da cogliere i minimi segnali che annunciano cambiamenti imminenti. Nel frattempo, si lavora per migliorare i modelli attualmente disponibili in due modi. Il primo consiste nel verificare gli errori, come fa quotidianamente il Centro meteorologico europeo, evidenziando i punti in cui il modello ha sbagliato maggiormente; il secondo punta ad affinare i sistemi di previsione con campagne di raccolta dati per acquisire il maggior numero possibile di conoscenze a livello locale. I meteorologi italiani, per esempio, lo stanno facendo sull’arco alpino, per elaborare modelli più dettagliati della circolazione atmosferica.

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