Costanzo (FIALS): “È un diritto scritto, non un errore da rimuovere”
La FIALS ha agito con coerenza e competenza. Altri hanno preferito distogliere lo sguardo.
A distanza di un mese dalla delegazione trattante del 22 settembre, la questione delle frazioni orarie inferiori ai 30 minuti resta immersa in una lettura distorta del contratto decentrato, che rischia di svuotare di valore ore realmente lavorate e di compromettere la fiducia nel sistema. In quella sede, l’ASP di Potenza ha sostenuto che le frazioni inferiori ai 30 minuti non possano essere riconosciute né valorizzate, richiamando un’interpretazione del contratto decentrato 2010 che appare quanto meno forzata e penalizzante.
La FIALS, con rigore tecnico e chiarezza normativa, ha contestato fin da subito questa posizione, rilevando un dato allarmante: il contratto decentrato del 2010 non è stato letto, ma è stato semplicemente narrato secondo un’interpretazione errata e arbitraria.
Eppure, è tutto scritto nero su bianco: l’articolato prevede espressamente la possibilità di far confluire nella banca delle ore anche le frazioni inferiori ai 30 minuti, su scelta volontaria del lavoratore. È un diritto vigente, chiaro, documentato. Non si tratta di un errore da correggere, ma di una previsione contrattuale deliberatamente ignorata dall’Azienda.
Nei giorni successivi, la FIALS ha trasmesso una nota tecnica dettagliata, mettendo in evidenza le incongruenze di una posizione aziendale che appare fragile e incoerente. È stato chiesto formalmente che la questione venga ripresa nella prossima delegazione trattante, con il testo contrattuale sotto gli occhi di tutti, riga per riga.
Ad oggi, nulla è cambiato: l’ASP persiste in una posizione sbagliata, annunciando un nuovo regolamento a partire dal 2026 ed escludendo ogni forma di riconoscimento retroattivo.
Ma la verità è nei numeri:
“Olltre 60.000 ore di lavoro già svolto – che corrispondono a circa 150.000 euro di maggiorazioni economiche maturate – vengono oggi cancellate con un semplice tratto di penna, come se il tempo, l’impegno e la fatica dei lavoratori potessero essere rimossi da un foglio, e non dalla realtà.”
Una manovra che ignora anche una sentenza pilota del Tribunale di Potenza, che ha già dato ragione ai lavoratori.
Ancora più grave è stato il silenzio complice delle altre organizzazioni sindacali, che hanno condiviso la posizione aziendale senza sollevare obiezioni.
Un atteggiamento che ha prodotto un danno collettivo concreto, occultato dietro una cortina di accordi taciuti e rinunce silenziose.
Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza, afferma:
“È inaccettabile che si continui a negare un diritto scolpito nel contratto e già riconosciuto da una sentenza. Chi sceglie di tacere o di allinearsi, tradisce la fiducia dei lavoratori. Alla prossima delegazione trattante, il contratto sarà lì, visibile e applicato. Non negoziato.”
Per queste ragioni, la FIALS ha attivato i propri legali per tutelare in sede giudiziaria i lavoratori coinvolti.
L’ASP, proseguendo su una linea già smentita da un giudice, espone sé stessa a contenziosi inevitabili, con impatti concreti sul piano economico, organizzativo e reputazionale.
In chiusura, la FIALS rivolge un appello diretto al Commissario Straordinario, dott. Massimo De Fino, affinché si faccia garante dell’unico principio che deve guidare ogni scelta pubblica: il rispetto della legalità.
Lo stesso Commissario che, in qualità di Direttore Generale dell’IRCCS-CROB, applica correttamente questa norma non può eludere il medesimo principio presso l’ASP.
Due aziende pubbliche, un solo diritto da applicare. Senza zone d’ombra. Senza scorciatoie.
Ogni ora lavorata ha valore. Ogni diritto va riconosciuto. Ogni ingiustizia va fermata.
La FIALS continuerà a farlo con chiarezza, fermezza e spirito di verità.
