di Antonio Catalano

Fonte: Antonio Catalano

Alla formazione della mia cultura politica, negli anni ’70, hanno contribuito libri e materiali di “controinformazione”, come si diceva allora. Strumenti che davano la possibilità, a chi volesse “andare oltre”, di approdare a verità che altrimenti il sistema informativo dell’epoca (come accade oggi) avrebbe celato definitivamente. Vere e proprie armi di battaglia che permettevano di sfondare il muro dell’omertà, specie quando si trattava di questioni grosse, come per esempio stragi, quelle che implicavano trame che spesso nascevano oltre oceano. Comunque, e qui arrivo al punto di questa breve riflessione, è che da nessuna parte si osava liquidare quella controinformazione in modo sprezzante accusandola di complottismo, negazionismo e cose del genere. Parole della neo lingua comparse intorno al Duemila. Di solito quella controinformazione proveniva da ambienti della cosiddetta sinistra extra parlamentare. Ora lo scenario politico e sociale è completamente cambiato, nulla permette di fare paragoni o pensare di poter trasferire categorie proprie di quell’epoca all’oggi. Infatti oggi, i migliori guardiani del faro, quelli che più si danno da fare per decostruire qualsiasi tentativo di controinformazione liquidandolo, quando va bene, con accuse di complottismo, sono proprio quelli della sedicente (che dice di sé) sinistra, la quale è diventata il più servile e docile cane da guardia della voce del padrone. “Sinistra” che si fa del tutto e per tutto garante della bontà della cosiddetta narrazione ufficiale. Provare a mettere in discussione la “narrazione” ufficiale (=pensiero dominante) significa innanzitutto trovarsi di fronte sinistri digrignanti mastini incattiviti dalla fedeltà assoluta all’ordine costituto. Ormai andiamo per emergenze, si è passati da quella psicopandemica a quella climatica (con in mezzo il conflitto Nato-Russia tutt’ora in corso) come se niente fosse. Emergenze nelle quali il sistema si è chiuso a riccio, guai a contraddirlo, e se ci sono in giro barlumi di “controinformazione” questa viene sbeffeggiata con l’accusa di complottismo. Se non con vere e proprie persecuzioni giudiziarie. Pandemia: greenpass, sospensioni dal lavoro, licenziamenti, brutalizzazione della protesta. Conflitto in Ucraina: criminalizzazione di chiunque provi a dare una versione diversa (e motivata) da quella “Russia aggressore-Ucraina aggredito” con tanto di attribuzione del timbro d’infamia “amico-di-Putin”.  Stesso copione per la cosiddetta crisi climatica, per cui non io, che conto nulla in materia, ma eminenti scienziati e studiosi (compresi Nobel) di clima, geologia e fisica sono completamente oscurati a vantaggio di giovani ecoansiati. Nessuna meraviglia, oggi il panorama politico (e informativo) è molto più blindato di ieri perché l’area geopolitica nella quale ci troviamo a vivere non può assolutamente tollerare alcuna smagliatura nel suo sistema di difesa dell’ordine unipolare, concretamente minacciato da una domanda crescente di affrancamento dal dominio americano. Sarà un caso se a Niamey, Niger, folle festanti per la caduta del governo filo-francese agitano striscioni inneggianti alla Russia e a Putin?

Fonte:

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/sara-un-caso

Di BasNews

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