Senza la proroga dei contratti di lavoro in scadenza il sistema sanitario regionale rischia il collasso. A lanciare l’allarme è la federazione della funzione pubblica della Cisl che chiede all’assessore regionale alla Sanità Francesco Fanelli di dare seguito a quanto annunciato nell’ultimo incontro del 15 marzo con le organizzazioni sindacali dando indicazioni alle aziende e agli enti del sistema sanitario regionale di procedere alla proroga di tutti i contratti di ulteriori 12 mesi. Nella sola azienda sanitaria di Potenza sarebbero una ottantina, secondo le stime del sindacato, i contratti in scadenza nelle prossime settimane, con pesanti ripercussioni sulla operatività delle strutture sanitarie interessate.

La questione della proroga e della stabilizzazione del personale assunto con contratto a termine e in somministrazione sarà al centro di un nuovo tavolo di confronto tra Regione Basilicata e sindacati del pubblico impiego, programmato per martedì 4 aprile, alle 10, nella Sala Inguscio. Per il segretario generale della Cisl Fp Basilicata Giuseppe Bollettino e per il responsabile sanità del sindacato Pierangelo Galasso, in attesa del completamento dei concorsi unici regionali, è necessario prorogare tutti i contratti in scadenza del personale del comparto sanità, vale a dire professionisti della salute e funzionari, assistenti, operatori e personale di supporto, nonché del personale in somministrazione, poiché «in mancanza di tali proroghe il sistema sanitario regionale collasserebbe», avvertono i due sindacalisti che sollecitano l’applicazione dell’art. 70, c. 2 del suddetto Ccnl che «permette la proroga di ulteriori 12 mesi anche per il personale che ha maturato 36 mesi di servizio».

Più complesso il capitolo delle stabilizzazioni in ragione del fatto che, stando alla normativa vigente, sarebbe possibile stabilizzare «solo la metà di quanto previsto nei piani dei fabbisogni triennali del personale e nel rispetto dei tetti di spesa previsti dalla norma», limite che la Regione Basilicata ha incrementato del 10 per cento – come previsto nelle precedenti leggi di stabilità – e che ora la Cisl Fp chiede di incrementare di un ulteriore 5 per cento in base alle disposizioni della nuova legge di stabilità. Richiamando anche l’importanza della delibera della Giunta regionale del 6 luglio 2022 che «dava avvio, prima Regione in Italia, alle procedure di stabilizzazione a 18 mesi», Bollettino e Galasso, in vista del nuovo incontro del 4 aprile, sollecitano la rimodulazione dei piani triennali dei fabbisogni del personale in modo da stabilizzare il maggior numero possibile di persone.

I due dirigenti sindacali della Cisl Fp chiedono a tutte le aziende sanitarie di «anticipare già da subito la quota delle stabilizzazioni previste per il 2023, come sta già facendo l’AOR San Carlo, in modo da poter applicare anche quanto previsto dall’art. 4 della delibera regionale sulle stabilizzazioni che permette alle aziende che hanno ancora disponibilità di posti per le stabilizzazioni, come il Crob e l’Asm, di poter far scorrere ulteriormente le graduatorie di altre aziende». Bollettino e Galasso sollecitano inoltre «una ricognizione del personale che maturerà i requisiti per la stabilizzazione al 31 dicembre 2023 al fine di cercare percorsi di inserimento condivisi e di completare rapidamente i concorsi unici regionali, voluti fortemente da tutto il mondo sindacale, in modo da assumere per il restante 50 per cento dei posti disponibili».

Fonte:

Di BasNews

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