lunedì, 6 Febbraio 2023
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Prime crepe tra Usa e “alleati europei”

di Francesco Tallarico

“Nove mesi dopo aver invaso l’Ucraina, Vladimir Putin sta inizando a spaccare l’Occidente”, osserva la rivista Politico in una nota del 24 novembre scorso. L’ammissione ha dell’incredibile. Ma quali fatti hanno indotto la prestigiosa testata a fare un’affermazione così clamorosa?

In merito alla guerra in Ucraina e soprattutto alla guerra economica, che oppone la Russia all’Occidente, alti funzionari europei hanno cominciato ad esprimere la loro frustrazione senza mezzi termini. Le sanzioni applicate dall’Unione Europea e caldeggiate dagli Usa, per reazione all’invasione dell’Ucraina da parte dei russi, stanno iniziando a mettere in ginocchio il Vecchio Continente. Anche a causa del sabotaggio del gasdotto Nord Stream, ma soprattutto a causa delle sanzioni, le forniture di gas russo ai paesi dell’Unione Europea si sono ridotte al lumicino. Questo sta portando una pericolosa penuria di gas, ma anche di elettricità, in Europa, con conseguente aumento dei prezzi. L’inverno si avvicina e la crisi energetica si aggrava. Nel frattempo Biden ha continuato a lanciare i suoi sussidi e tasse green, che penalizzano ancora di più le industrie europee.

A fronte di questo drammatico impoverimento che fa soffrire gli europei, gli Usa stanno guadagnando un sacco di soldi, innanzitutto mediante la vendita ai paesi europei del loro gas naturale liquefatto a prezzi stratosferici. Non solo, la guerra in Ucraina sta ingrassando i soliti produttori di armi. L’industria degli armamenti Usa è sempre stata quella che ha sempre tratto i maggiori vantaggi dalle guerre a stelle e a strisce, scatenate da decenni in giro per il mondo e l’Ucraina non fa eccezione. Fino ad ora i funzionari dell’Ue sono stati zitti e buoni, limitandosi a fare una discreta pressione sul governo ucraino e sull’alleato nordamericano, affinchè promuovessero con urgenza negoziati di pace con la Federazione Russa. Ma, il recente rifiuto di Washington di spingere il governo Zelensky al tavolo dei negoziati con la Russia, ha reso oltremodo nervosi i funzionari europei. Cosa temono questi ultimi? Semplice! Sono terrorizzati dalle rivolte. Già in questo preciso momento le popolazioni europee stanno cambiando orientamento politico per quanto riguarda la guerra in Ucraina: la guerra deve concludersi al più presto con negoziati di pace e se non può essere conclusa, almeno l’Europa deve rimanerne fuori; soprattutto devono essere eliminate le sanzioni europee alla Russia con l’immediato ripristino delle forniture di gas e petrolio russi. Insomma, basta con la solidarietà all’Ucraina. Questi sono i sentimenti che agitano le popolazioni dei paesi membri dell’Unione Europea. Se non vengono presi provvedimenti in tal senso, presto potrebbero scatenarsi vere e proprie rivolte contro il caro-energia, che travolgerebbero vari governi europei. Con tutta evidenza, il nervosismo dei funzionari dell’Ue è più che giustificato.

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