Cosa succederà adesso che è scoppiata la guerra tra Hamas  e Israele? E’ impossibile rispondere oggi a questa domanda perché ancora non si sanno troppe cose e in fondo molto dipende dalla capacità del mondo mussulmano, ma mi piacerebbe più dire mediorientale  di giocare un ruolo autonomo e fino ad ora Turchia, Iran e Arabia Saudita  sembrano sulla buona strada: secondo il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian, l’operazione in corso avviata dai gruppi di resistenza  contro Israele è il risultato diretto delle continue ingiustizie commesse contro il popolo palestinese. Lo ha dichiarato ieri  durante una telefonata con il suo omologo turco, Hakan Fidan aggiungendo l’invito a tutti i Paesi musulmani a “rimanere uniti a sostegno della città santa occupata di al-Quds, così come della nazione palestinese oppressa e resistente”.

Vedremo, ma già possiamo dire chi sono i perdenti certi: il primo è certamente il Mossad, il servizio segreto israeliano considerato onnipotente e venerato dagli sciocchi europei che non è stato capace di intuire nulla di ciò che si stava preparando nella striscia di Gaza che alla fine è un territorio di appena 350 chilometri quadrati, più piccolo del lago di Garda, che non dovrebbe essere difficile da infiltrare e sorvegliare. Invece niente, nemmeno il più piccolo sospetto che si stessero fabbricando migliaia di razzi e importando molte armi dall’Ucraina per organizzare un’offensiva. Eppure anche il mare davanti alla striscia è sorvegliato dalle navi di Israele. Qualcuno che non si arrende di fronte alle fasulle  mitologie contemporanee trae anche da questo il dubbio che tutto sia stato preparato da Israele: solo che difficilmente un governo mette in piedi una commedia nella quale fa una figura di merda tanto per parlare chiaro. Rassegnatevi, può darsi semplicemente che il Mossad sia stato enormemente sopravvalutato per ragioni “politiche” se così si può dire. Semmai se si vuole vedere uno zampino esterno si potrebbe guardare verso occidente dove a migliaia di chilometri di distanza qualcuno può aver pensato di distogliere l’attenzione da una sconfitta epocale che sta subendo, appiccando il fuoco altrove e tentando di cancellare il sangue inutilmente versato in Ucraina con altro sangue. Sappiamo di chi stiamo parlando dei serial killer della Casa Bianca.

La seconda vittima è la Cupola di ferro, più conosciuto come Iron Dome, un sistema d’arma mobile per la difesa antimissile di piccoli centri e specificamente studiato per fermare i razzi di Hamas che ha fallito totalmente il suo compito non essendo riuscito ad intercettare un bel nulla. E dire che pochi mesi fa era stato magnificato dalla rattosa  informazione occidentale e presentato come la soluzione finale proprio per fermare i razzi palestinesi. E persino la Treccani si è sentita in dovere di parlarne. Ma pare che nemmeno un razzo sia intercettato da questa cupola che non sembra più di ferro, ma un altra sostanza, le cui batterie costano la bellezza di 50 milioni ognuna. Pazienza farà la fine ingloriosa del Patriot, la veneranda  quanto inutile ferraglia americana. Il fatto è che questa enorme defaillance  sia del Mossad, che della Cupola di ferro, ma anche dei reparti che si sono fatti sorprendere dagli attacchi di Hamas  segnano un passaggio:  la potenza di Israele o per meglio dire il mito si va erodendo col tempo e ormai gli stili di vita delle persone mal si conciliano con il rimanere soldati a vita e pronti all’occorrenza, senza dire che il gap con i Paesi confinanti  è orma sottile come un capello  e prima o poi anche Tel Aviv dovrà intrattenere rapporti diplomatici veri con gli altri attori regionali, anche perché la copertura dell’occidente si va assomigliando. E’ davvero strano che Israele abbia da due decenni governi di destra, ma comunque molto aggressivi proprio mentre vanno maturando queste trasformazioni che ovviamente Tel Aviv osserva e conosce, tanto da avere un buon rapporto con la Russia che presumibilmente peserà a breve molto di più nel contesto planetario. Diciamo  che si tratta di nostalgia canaglia.

Fonte:

Di BasNews

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