epa06793476 British 'Challenger' tanks fire rounds while participating in the 'Strong Europe' Tank Challenge 2018 at the military training area in Grafenwoehr, Germany, 08 June 2018. Tank crews from North Atlantic Treaty Organization (NATO) and non-NATO partner countries take part in this competing exercise. EPA/FILIP SINGER

“Il ministro delle forze armate britanniche James Heappey ha confermato che l’Ucraina ha ricevuto il controverso uranio impoverito dal Regno Unito per i carri armati Challenger 2 di fabbricazione britannica”. Così Dave DeCamp su Antiwar.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Gran Bretagna si assume la responsabilità della decisione  (The Sentinel), facendo eco alle parole di Putin, il quale a suo tempo aveva dichiarato che la Russia avrebbe agito di “conseguenza”.

Detriti radioattivi

“Sebbene sia improbabile che la decisione del Regno Unito di inviare proiettili all’uranio impoverito in Ucraina si dimostri un punto di svolta per la guerra, avrà un impatto duraturo, potenzialmente devastante, su soldati, civili e sull’ambiente”. Scrive Joshua Frank su Responsable Statecraft.

Il suo articolo descrive in maniera esauriente le conseguenze che tali ordigni – usate per bucare le corazze dei blindati – provocano sia sui soldati che le utilizzano che su quanti si troveranno in futuro alle prese con le radiazioni che rilasciano.

L’esito sarà un “campo di battaglia avvelenato, pieno di detriti radioattivi” che produrranno danni sui civili ucraini anche dopo la fine della guerra. Le conseguenze di tali ordigni, benché “minimizzate” da Usa e Gran Bretagna, che più ne hanno fatto uso nelle guerre recenti, sono ormai fuori discussione.

Chi volesse, può leggere l’articolo di Frank che fa un resoconto di quanto riscontrato per la guerra irachena e altro, ricordando che tali proiettili sono stati usati non solo in “Kuwait, ma anche in Bosnia, Iraq, Kosovo, Siria e Serbia”.

E annota che “numerosi studi hanno mostrato una correlazione diretta tra l’esposizione all’uranio e le malattie renali, le malformazioni genetiche  dei neonati (se le madri erano state esposte), l’aumento di patologie della tiroide e diverse forme di malattie autoimmuni. L’elenco è ampio e terrificante”, conclude, ricordando, in altra parte, la patologia più comune prodotta dalla radioattività: il tumore.

Avvelenare l’Ucraina

I residui radioattivi, inoltre, hanno il vizio di contaminare i terreni. E il fatto che l’Ucraina sia considerata il granaio del mondo dovrebbe far suonare qualche campanello di allarme aggiuntivo.

Questa la conclusione di Frank: “Se la macabra eredità dell’uso dell’uranio impoverito da parte degli americani ci può suggerire qualcosa, è che quei proiettili all’uranio impoverito che gli inglesi stanno fornendo all’Ucraina […] avranno un impatto radioattivo che rimarrà in quel paese per gli anni a venire, con conseguenze debilitanti, potenzialmente fatali”.

Ovviamente nessuna protesta per la decisione britannica, né delle ong umanitarie, né tantomeno degli ambientalisti, che quando a parlare è il Potere, quello vero, conservano un ossequioso silenzio.

Fonte:

https://www.piccolenote.it/mondo/londra-invia-proiettili-alluranio-impoverito-in-ucraina

Di BasNews

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