Da qualche parte nella stampa italiana, indomita distributrice di stupidaggini, appare la notizia che “l’elite russa”  sta lavorando per far finire la guerra, superare le sanzioni e liberarsi dello zar Putin. Certo non si potrebbe avere un esempio migliore di collage di pii desideri trasformati in realtà in una forma romanzata che sa di imparaticci e di Netflix lontano un miglio. Del resto si fa quel che si può e con ciò che si ha nella zucca. Il problema è che le sanzioni stanno facendo benissimo alla Russia e che di certo a nessuno potrebbe venire in mente di terminare l’operazione militare in Ucraina per porre fine a una situazione che per Mosca è diventata economicamente conveniente. Ma certo basta trascurare questo semplice particolare e allora si può dire ciò che si vuole. Eppure non è che bisogna recuperare questi segretissimi dati da chissà dove: basta leggere Bloomberg, per apprendere che: “tutte indicazioni dicono che  Vladimir Putin sta vincendo sui mercati energetici. Mosca munge la vacca petrolifera e riceve centinaia di milioni di dollari ogni giorno”.

Il primo indicatore che Putin ha superato la crisi petrolifera è che la produzione russa di greggio nell’ ultimo mese è tornato al livello precedente segno che la Russia ha trovato nuovi acquirenti per milioni di barili al giorno. Il secondo indicatore è il prezzo del petrolio russo che ora è di molto superiore a quello precedentr la guerra che la Nato ha voluto scatenare e dunque stanno affluendo molti soldi:  le sanzioni energetiche non hanno funzionato. Il terzo indicatore è il successo all’OPEC, guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che non hanno voluto dar fondo alle loro riserve di oro nero per aumentare la produzione su ordine americano.  Non va inoltre dimenticato che i due paesi e tutta una serie di altri con Russia e Cina si alleano sempre più con i  BRICS+ e la Shanghai Cooperation Organization (SCO). Quindi quando le sanzioni europee sulle importazioni di petrolio greggio russe entreranno in vigore a partire da novembre, i governi del continente – a parte quelli che non hanno aderito a questa follia suicida –  dovranno affrontare una crisi energetica di enormi proporzioni, sapendo fin da ora che la loro arma sanzionatoria è spuntata. L’ aumento delle entrate petrolifere consentirà alla Russia di rinunciare alle entrate del gas e limitare le forniture all’Europa mentre invece le bollette dei consumatori europei da ottobre aumenteranno in maniera folle, del 100 per 100 in Germania e del 75 per cento in Gran Bretagna. Ma si tratta di previsione che potrebbero rivelarsi errate per difetto.

Ma è la giusta punizione per chi e forse dico tutti noi per un verso o per l’altro, ha consentito che le cose andassero in questo modo e ha offerto le manette agli speculatori e molti personaggi della politica al soldo degli stessi:  infatti né la Russia né le sanzioni sono all’origine dei prezzi che dobbiamo pagare, ma pura speculazione che ha reso alcuni più ricchi e molti più poveri. Basta vedere tanto per fare un esempio riportata dalla Neue Zürcher Zeitung, il prezzo del brent era di 145 dollari, mentre oggi si aggira sui 90 euro: eppure il carburanti al consumo costavano molto meno. Certo allora c’erano anche buoni contratti a lungo termine con la Russia che abbassavano la media dei prezzi. Adesso questo non esiste più e mentre prima tutto il settore energia teneva in piedi i bilanci degli stati adesso essi saranno costretti a pagare miliardi di euro per sovvenzionare le bollette: miliardi che poi finiranno nelle tasche degli speculatori. Ma non c’è da preoccuparsi perché  Zelensky ha promesso la grande offensiva dopo di che la Russia sarà costretta a capitolare. Mi meraviglio che i giornali non abbiano ancora dato questa notizia. Tanto balla per balla…

fonte:

Di BasNews

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