La propaganda climatica funziona più o meno così: se il periodo è caldo allora è colpa del riscaldamento globale, se invece è freddo è sempre colpa del riscaldamento globale, se c’è un periodo siccitoso allora è colpa del riscaldamento globale, se invece arrivano alluvioni è ancora una volta colpa del riscaldamento climatico. Dal momento che si tratta di fenomeni che sono sotto gli occhi di tutti e che non si possono alterare più di tanto, occorre evitare l’insorgere di dubbi o di scetticismi, per cui la versione deve essere sempre uguale, tetragona e applicabile a qualsiasi evento. D’altronde per la razza padrona il riscaldamento climatico è una manna che permette a vari livelli di giustificare la speculazione edilizia ( è il livello del mare che si è alzato non sono le costruzioni praticamente sulla spiaggia che hanno provocato una subsidenza del terreno), l’inazione ambientale ( è piovuto come non mai quindi anche se non abbiamo mai fatto un cavolo per mettere a regime i corsi d’acqua o consolidare il terreno non è colpa nostra ma del clima) , i grandi investimenti nel nucleare che non emette Co2 e quindi è diventato pulito,  negli ogm per resistere meglio al caldo, nel cibo artificiale  e insomma nel grande investimento economico – politico delle oligarchie occidentali.

Così ogni evento finisce per “dimostrare” un’ipotesi non dimostrata. Tutto questo provoca una sindrome di auto convincimento che porta a dei veri assurdi. Pazienza che si dimentichino i periodi di siccità piuttosto recenti come quelli del 2003 (più grave di quella odierna )  o del 1979 o quelli degli anni ’30 del secolo scorso perché alla fine si può sempre dire che era già cominciata l’emissione antropica di Co2, ma il culmine si raggiunge quando gli esempi si riferiscono a peridi antecedenti ad ogni possibile influenza antropica sul clima.  Per esempio se si va a leggere qualcosa sulla terribile siccità che infuriò  in buona parte di Europa tra il 1539 e il 1540 dove non piovve per 11 mesi e le temperature di dicembre in Italia furono simili a quelle di luglio, si scopre che questo non induce a pensare che forse il clima è molto variabile di per sé, ma che bisogna assolutamente risparmiare Co2 per evitare in futuro cose di questo genere e che diventino più frequenti. Peccato che all’epoca la quantità di anidride carbonica in atmosfera fosse il 30 per cento in meno rispetto ad oggi.

Purtroppo la maggior parte dei ricercatori in questo campo risiede dall’altra parte dell’atlantico, dunque non ha alcun contatto concreto con la storia e gli eventi precedenti. Molti di questi ricercatori  hanno davanti agli occhi solo computer e quindi non si rendono conto che per esempio i fenomeni della siccità prolungata e drammatica a livello sub continentale sono stati molti più numerosi di quelli che si possono desumere dalle cronache accessibili a chi non si occupa di storia. Per fare un esempio personale molti anni fa mi capitava spesso di passare per Piazzetta della Pioggia  a Bologna, dove sorge  anche l’omonimo santuario. Esso fu ristrutturato a cominciare proprio dal 1540, mentre la venerazione della madonna della pioggia venne man mano crescendo a causa di numero anni di siccità e caldo anomalo nel 1561, 1642 e 1660 per citare le più gravi. A poco più di mezzo  chilometro in linea d’aria si trova Piazza maggiore dove un secolo dopo la grande siccità del ‘540 ci fu inverno così nevoso e un’estate così fresca che la neve accumulata nella piazza non si sciolse del tutto fino all’inverno successivo. Toccare con mano il cambiamento climatico nella sua bizzarria che incide i suoi solchi nelle memorie forse vale più di qualche equazione lineare ( l’Ipcc dell’Onu è molto indietro con la sua matematica) peraltro smentita dalla fisica, che si inserisce nella nutrita, infantile, ma anche brutale  cultura del catastrofismo di oltre oceano. Chiedo scusa per queste rammemorazioni personali, ma dietro tutto questo e soprattutto dietro una spinta politica a creare un “mostro” inesistente per fini politici e speculativi nasce proprio da una carenza di cultura e da quello specialismo sterile circondato da vuoto assoluto che è il risultato finale dell’estremo occidente.

Rimane il fatto che i ricercatori in questo campo non hanno o ancora idea di cosa abbia causato gli eventi di riscaldamento e di raffreddamento del passato storico, inclusa la crisi del 1540 e lo dicono peraltro apertamene, ma alcun i di loro – solo alcuni anche se i media fanno sembrare che sia un parere condiviso- ritengono che si debba avere cieca fiducia nelle loro affermazioni secondo cui il carbonio è la causa del riscaldamento negli ultimi anni. Certo a Bill Gates del  1540 non frega nulla, neanche se per per caso ne fosse a conoscenza, ma invece è molto interessato ai suoi  investimenti nel nucleare, considerata energia pulita grazie allo spauracchio del riscaldamento climatico. Non ho fatto uh nome a caso, ma quello del  miliardario ( con tutti i soldi messi nella filantropia esentasse) che ha convinto il senatore Joe Manchin a sbloccare la legge dell’ Inflation Reduction Act che oltre a tartassare di tributi la classe media e scatenare l’agenzia delle entrare ormai potentemente armata contro la classe operaia, offre anche consistenti contributi alle attività affaristico  “ecologiche” dell’ex fondatore di Microsoft. Un’operazione di scuola: per convincere il senatore è stata scatenata tutta la massa di clientes accademici del miliardario e dei suoi amici  dai Chicago Boys all’ex segretario al Tesoro Lawrence Summers, Si tratta dopotutto di affari. mica di clima. Si vede così all’opera un sistema complessivo che alla fine  produce fedi e azioni nelle direzioni volute dai pochi che comandano: così con un aumento di meno di meno di un grado centigrado in un secolo, due di meno rispetto all’epoca romana , stiamo qui ad aspettare la catastrofe. che arriverà ma non per il clima, ma per la nostra credulità.

Fonte:

Di BasNews

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