• Luglio 21, 2026 1:16 am

I muri bianchi dell’Occidente

Dibasnews

Giu 19, 2026

Mentre il G7 ha celebrato la sua vacuità e la sua impotenza a suon di abbracci e baci falsi come Giuda, mentre circolano almeno tre diverse versioni del memorandum d’intesa che dovrebbe essere firmato domani tra Usa e Iran, mostrando come l’Occidente sia una luna park geopolitico, dove tutto è occasionale, effimero, precario,  preferisco una parentesi che illustra la condizione di cultura e di vita da cui tutto questo nasce. La scuola inglese, secondo le nuove direttive, si spoglia di ogni immagine possibile, le pareti bianche dei corridoi e delle aule, sembrano cartongesso messo lì in attesa di una ristrutturazione. Tutto  “per  per evitare che gli studenti vadano incontro a un sovraccarico cognitivo”. Cosa? Troppo carico cognitivo?

Esiste una scellerata teoria in questo senso che vede la mente umana come una sorta di memoria di lavoro di un computer, volgarmente detta ram, che si surriscalda facilmente e che quindi va usata il meno possibile. Secondo tale teoria se troppe informazioni competono per l’attenzione, l’apprendimento risulterà compromesso o addirittura impossibile. Dunque pareti bianche. Ovviamente dietro questa spiegazione si agitano le preoccupazioni di mostrare agli alunni le simbologie e i segni di altre culture, per cui si sceglie la strada dell’azzeramento. Insomma la multiculturalità che è il totem e tabù dell’universo globalista, è soltanto un flatus voci, una formula, un abracadabra: non si tratta affatto di avvicinare le culture, affinché diventino elemento di riflessione e di arricchimento, ma semplicemente di eliminarle, come se una qualche forma di conoscenza che vada al di là delle vuote prescrizioni del responsorio quotidiano allestito dai media, impedisse la comprensione. Per il potere la tabula rasa è la condizione  ideale.

Tutto questo è palesemente ostile alla ricerca della conoscenza. L’idea che i bambini siano come dischi rigidi vuoti in attesa di un input software è stata sempre in agguato nella cultura anglosassone, a cominciare, quantomeno in maniera esplicita, da John Locke. La teoria della tabula rasa – la lavagna vuota – dell’umanità è stata oggetto di dispute per secoli, e secondo le conoscenze attuali è davvero sciocchezza. Naturalmente gli esseri umani non sono per nulla lavagne vuote: siamo composti dai nostri geni, dalle nostre abitudini evolutive ancestrali, dall’esperienza, dai traumi e dalle idee: il cervello umano è infinitamente più complesso di qualsiasi computer e, in effetti, di qualsiasi modello linguistico di grandi dimensioni (a prescindere da ciò che vi dicono i fautori dell’IA). Detto questo, è mai possibile semplicemente caricare o immettere le conoscenze di oggi, in un’aula dalle pareti vuote, in una mente vuota in attesa di essere formata? Lo studente, per formarsi davvero, deve sperimentare quella meravigliosa emozione intellettuale che deriva dalla comprensione di una nuova idea, dalla consapevolezza della sua importanza e utilità, dal confronto con altri modi di concepire il mondo. Ciò che innesca curiosità e meraviglia è molto più complesso di un semplice “apporto” di informazioni in una mente altrimenti vuota.

La sola idea che l’integrazione globalista passi non grazie al confronto fra le diverse culture e tra le diverse idee, ma attraverso il loro azzeramento mette i brividi. E non pensiate che queste siano pensieri evasivi: è proprio la mancanza di confronto, il credere che il resto del mondo sia una variabile episodica e inessenziale, che ci sta portando a un inarrestabile declino. Quando diventa impossibile uscire da se stessi e dalle proprie pareti bianche, è allora che si commettono gli errori più grandi: si è creduto che la Russia finisse per cedere o che l’uccisione di un capo religioso inducesse una rivoluzione colorata in Iran. Ma questi clamorosi errori non sono altro che il riflesso di una caduta culturale dentro il calderone degli stereotipi. Perché se c’è qualcosa di caratteristico della cultura contemporanea è proprio il tentativo di sostituire gli stereotipi con altri.

fonte:

Di basnews

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