lunedì, 6 Febbraio 2023
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Che fine ha fatto Luigi Di Maio?

di Angele Mulibinge

il comitato tecnico indipendente, a cui è stato affidato il compito di selezionare il profilo migliore per la nuova figura diplomatica di inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo persico, sembra aver designato il candidato ideale: Luigi Di Maio. Il dossier è tra le mani di Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la sicurezza.

Egli dovrà presentare la sua raccomandazione, se così si può definire, ai paesi membri. Soltanto nel caso in cui gli stati UE decidessero di sostenerlo, all’unanimità, il Consiglio adotterà formalmente la decisione. Ma se il veto dovesse arrivare dall’Italia, il processo diventerebbe molto complesso per l’ex grillino, se non quasi impossibile.

La strategicità dell’incarico, nello specifico in questo momento storico, è evidente, in quanto ci si muove in materia di approvvigionamenti energetici ed equilibri geopolitici globali. Difatti è la stessa presidente della Commissione europea a sottolineare la centralità che possiederà questa nuova figura, in quanto si strutturerà come un vero e proprio tessuto di connessione tra il Golfo e l’Europa.

A questo punto è lecito chiedersi: la nomina di di Maio come rappresentante UE nel Golfo potrebbe saltare? Dare una risposta concreta senza l’esito decisionale di Borrell e degli stati membri sarebbe senz’altro prematuro.

Quel che è certo, è che la nomina di dell’ex capo del Movimento 5 stelle ha sollevato dubbi e malumori tanto in patria quanto all’estero. Difatti, il ministro degli esteri Tajani ha prontamente dichiarato come l’ex deputato sia stato indicato dal governo precedente e non da quello attuale.

E’ quindi evidente come la Farnesina ,si stia muovendo al fine di bloccare la nomina di Di Maio, poiché considerato  dal governo Meloni non adatto a ricoprire un ruolo di tale importanza all’interno delle delegazioni dell’unione europea.

Inoltre sarebbe opportuno indirizzare l’attenzione pubblica su un elemento essenziale,  ovvero sul fatto che coloro che sembrerebbero essere maggiormente contrariati sull’eventuale nomina di Di Maio sarebbero gli stessi paesi del Golfo.

Difatti Cinzia Bianco, esperta della regione al Consiglio europeo sulle Relazioni estere, ha dichiarato durante un’intervista, che inviare Di Maio come delegato Ue nel Golfo dimostrerebbe che l’Unione Europea non è seria.

Inoltre l’esperta, ha affermato che il problema dell’ex ministro degli esteri è essere percepito come una personalità di poco spessore.

A conferire concretezza alle dichiarazioni della Bianco è il tweet del capo del centro di ricerca sulle politiche pubbliche di Dubai, Mohammed Baharoon, il quale afferma: «La nomina di Luigi Di Maio deve avere un profondo senso dell’umorismo europeo che mi sfugge».

Alla luce di ciò è evidente che la questione presenti connotazioni complesse, che possono essere risolte solo a seguito della delibera dell’alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri.

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