Una scelta errata, quella dell’esternalizzazione del servizio ticket all’Irccs Crob. E’ quanto asseriscono Giuliana Pia Scarano e Sandra Guglielmi, della Cgil Fp di Potenza, in una nota apparsa sulla stampa il 9 u.s., le quali, hanno chiesto al Direttore di Martino la rivisitazione degli atti, affinché si rivaluti la scelta precedentemente operata dalla direzione strategica. “Si tratta di una gravità estrema – hanno sostenuto la Scarano e la Guglielmi – poiché contempla la rinuncia alla gestione di un servizio essenziale per un buon andamento amministrativo e contabile, nonché il primo biglietto da visita in cui si imbatte l’utenza che si reca presso l’Irccs lucano per sottoporsi a esami diagnostici e alle terapie”. La Cgil, pur avendo contestato già due anni fa l’assunzione di tale provvedimento, non ha prodotto nessun’altra azione per scongiurare che il provvedimento si concretizzasse, perciò, la trovo alquanto tardiva la nota di cui sopra, visto che l’attività esternalizzata è già in essere. A mio parere, il tema in questione è molto più complesso di quanto può apparire nella nota delle sindacaliste, ha a che fare con la visione e la gestione aziendalistica della sanità pubblica, introdotta nei primi anni novanta, che considera la sanità alla stessa stregua di un’azienda manifatturiera e la salute una merce, dove al centro c’è solo il profitto e la quadratura dei conti. Un sistema alquanto “discutibile” se si esaminano i risultati fin qui prodotti, anche alla luce dei limiti e delle carenze emerse con più vigore in questi ultimi anni di pandemia, perciò, da riformare nella piena osservanza del dettato costituzionale e nella valorizzazione dei principi fondamentali che furono alla base della prima riforma sanitaria. (Leg. N. 883 del 23/12/1978). Necessità una inversione di tendenza, che attiene alla concezione e alla visione della sanità pubblica, quindi dell’economia in campo sanitario, che non può seguire la giungla e la logica del cosiddetto libero mercato, proprio perché la salute non è una merce! L’esternalizzazione dei servizi nella sanità pubblica, prende forma con l’aziendalizzazione introdotta dalla Leg. 5002/92, con l’idea che tale sistema potesse arginare l’incremento della spesa e migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi. Nulla di tutto questo è successo, la spesa sanitaria, nonostante i tagli, è continuata a crescere, il malaffare nel sistema degli appalti non è cessato, non sempre si registra qualità, efficienza ed efficacia dei servizi esternalizzati. Intanto, per via di questo sistema di gestione, si è assistito al continuo depauperamento non solo dei servizi tecnico-economali, ma anche di quelli amministrativi, e in diverse aree del Paese, ahimè, anche di quelli sanitari. Insomma, un sistema, che lungi dal tenere sotto controllo la spesa pubblica e offrire servizi efficienti e qualitativamente superiori, come sostenevano e sostengono gli ideologi di tale concezione, ha solo favorito, fra l’altro, lauti prebende per i cosiddetti manager, non sempre all’altezza del proprio compito, una malsana “competizione”, talvolta sleale, tra le strutture sanitarie pubbliche e tra esse e quelle private, sguarnendo e depotenziando le prime a vantaggio delle seconde. E’ da considerare, inoltre, che tale sistema, così concepito, ha inciso notevolmente sulla riduzione della forza lavoro e dei diritti dei lavoratori, come si può registrare sia per il mancato turnover, che per nuove assunzioni, costringendo il personale in organico nelle aziende sanitarie a mansioni diversificate e a turni massacranti, mentre in quelle dei servizi esternalizzati, il personale non solo sottorganico, ma sottopagato e con contratti capestro. Insomma, bene hanno fatto la Scarano e la Guglielmi a chiedere che il servizio ticket dell’Irccs Crob non sia esternalizzato, ma si rende necessario da parte del sindacato avviare un dibattito e una battaglia per una riforma sanitaria che rilanci il sistema sanitario universalistico, che ponga al centro il malato e il diritto alla salute, fuori dalla logica del profitto. E inoltre, ponga al centro, la dignità e i diritti dei lavoratori, i quali, nonostante il nefasto sistema, con sacrificio e abnegazione hanno saputo tenere alto i livelli di assistenza, permettendo al servizio sanitario del nostro Paese, di essere comunque, uno fra i migliori nel panorama internazionale. In conclusione, è necessario mettere in campo una battaglia, per una riforma che indirizzi le misure del Pnrr, in materia sanitaria, nella direzione del potenziamento del sistema pubblico, evitando che, sotto forme diverse si dia ulteriore linfa al sistema vigente basato sulla logica del profitto.

Gennaro Giansanti

già dipendente Crob

Di BasNews

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