venerdì, 17 Settembre 2021
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Strage infinita del profitto. 3 morti sul lavoro in 24 ore

Nelle ultime 24 ore sono morti due operai sul lavoro.

Dopo il clamore nei mesi scorsi, soprattutto con la morte dell’operaia Luana D’Orazio schiacciata da un macchinario, il 4 maggio scorso, così come Laila el Harim.

Passata l’emotività del momento sembra che tutto torni alla normalità. Come se fosse normale che almeno 1000 persone all’anno muoiono sul lavoro e almeno 1 milione restano ferite.

Con le ultime 3 morti, aggiunta a quella di Francesco Martino di domenica scorsa, nel 2021 superiamo già a quota 680. E siamo solo a settembre .

Ieri, alla darsena petroli del porto di Livorno un cavo di acciaio che si è staccato da una nave ha colpito mortalmente un marittimo di origine filippine di 54 anni.

I portuali hanno proclamato 2 ore di sciopero. Le organizzaziioni provinciali di categoria di Cgil-Cisl e Uil denunciano che “sui luoghi di lavoro si muore più che in ogni altro luogo. Un’altra vita consumata in una manciata di secondi. Ci chiedono più tempo, più flessibilità, ma a nessuno sembra interessare come farci tornare vivi alle nostre case, dai nostri cari. Di lavoro si continua a morire.”

Sempre in Toscana, a Pietrasanta, un uomo ancora non identificato è riamsto schiacciato da 2 lastre di marmo.

Al bollettino di questa strage, si spera che almeno per oggi si fermi, si è aggiunto quella dell’operaio Luigi Manfuso, 59 anni, che lascia la moglie e due figli. Manfuso lavorava in un cantiere della Metropolitana della Linea 1 di Napoli.

Anche in questo caso la rituale denuncia del sindacato, il solito slogan “Basta morti sul lavoro” e poi tutto ritorna alla normalità che tradotta significherebbe questo: con una media di 1000 morti all’anno, vuol dire che almeno 3 lavoratori al giorno non torneranno a casa dopo il lavoro.

Questo scenario potrebbe peggiorare, presto si apriranno tanti cantieri, anche inutili, con l’arrivo dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e allora, il profitto, la ripresa del PIL sarà prioritaria, la sicurezza sarà ancora più marginale e chi avrà da ridire sarà additato come “nemico della patria, della ripresa”.

Morirà qualche lavoratore? Pazienza, basterà un “basta morti sul lavoro” e avremo tutti la coscienza più pulita.

Angelo Brunetti

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it.

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