domenica, 13 Giugno 2021
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Rionero perde uno dei suoi migliori imprenditori

Un amico se n’è andato. Il Covid ci ha portato via un caro amico di lunga data, Michele Catena Cardillo, 77 anni di Rionero. Aveva dedicato la sua vita alla famiglia, la moglie e le sue figlie, il lavoro e l’azienda che era divenuta poi impresa di famiglia. Un’azienda, Tecnosyder, sviluppata in Contrada Vesciolo nelle adiacenze del Pip, che lui stesso dirigeva per autorevolezza e per capacità di lavoro e di impresa pur non essendone più il responsabile societario. Ma è proprio così, con un’occhiata riusciva a capire d’istinto ogni minima criticità e subito se ne accostava per portarla a soluzione ed indirizzarla al verso giusto, per l’impresa e per i dipendenti sia d’ufficio, sia di magazzino, sia di officina. Questa epidemia ha trascinato nella crisi e nel disastro economico molte imprese che purtroppo hanno dovuto chiudere lasciando debiti e quindi sofferenze per le banche e senza lavoro i dipendenti spesso monoreddito. Michele e le sue figlie hanno invece stretto i denti e pur riducendo necessariamente ma non di molto gli organici sono andati avanti, con dipendenti motivati e consapevoli di dover dare ancora maggiore dedizione al lavoro. Me lo ripeteva spesso, Michele, che aveva cominciato da ragazzo come fabbro nella sua piccola bottega improvvisata, poco studio e molta esperienza accumulata, molte e molte ore al giorno per rendersi protagonista della sua attività prima d’artigiano, poi d’artigiano e di commercio, poi d’impresa che aveva bene in mente di avviare già da giovane età. Difatti da bottega a ditta Catena Cardillo Michele in via Fontana Maruccia il passo è stato immediato in quella bella realtà già abbastanza ampia per quei tempi, anni Settanta e Ottanta. E anche lì lavoro, costanza e intelligenza straordinaria in una mente con poco studio scolastico ma molto allenata a sapersi guardare intorno lo hanno convinto che si poteva e si dovere fare il passo decisivo in una nuova area molto più vasta, trasferendosi a valle di Rionero, in Contrada Vesciolo, dove ha realizzato capannoni per officina e per magazzino e ampi locali per gli uffici di direzione oltre ad aree esterne espositive. Era arrivato a dare lavoro a circa trenta dipendenti, una straordinaria realtà imprenditoriale e commerciale, capace di tenere insieme officina per saldature e costruzione di capannoni in ferro per agricoltura ed allevamenti, una squadra organizzata per il montaggio dei manufatti, un reparto vendita di ferro, un’officina meccanica per riparazione di macchine edili ed agricole, spazi espositivi coperti per il commercio di macchine e di materiale di agricoltura dove c’è tutto ciò che può servire. E tutto questo in un’unica realtà, unica nella zona. E’ questo un territorio che non dà occasioni e possibilità di lavoro? Sciocchezze. E’ invece un territorio che per svilupparsi ha bisogno di persone tenaci e coraggiose come Michele, che ci è stato sottratto da questo male invisibile. Ora questo male ci evita persino il saluto in presenza. Ciò che possiamo fare noi è di affidarlo al Signore con la preghiera. E con la mia personale gratitudine per circa cinquant’anni di amicizia e per le molte cose buone fatte insieme.

Pasquale Tucciariello

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