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Dibasnews

Ago 3, 2026

Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, è invasa da 50000 migranti. La città di 80000 è sottoposta a un autentico assedio dall’interno. Il problema è europeo. L’Italia oscilla tra denatalità e importazione (termine improprio ma adeguato all’attuale condizione) dei migranti per compensare il depopolamento e forme inedite di autoritarismo verso i migranti. Sullo sfondo una nazione che ha scelto l’infantilizzazione edonistica e carrieristica delle nuove generazioni, ormai incapaci di pensare alla “nascita” e “all’impegno affettivo”. Sono state forgiate generazioni di arrampicatori sociali o aspiranti tali dediti alla competizione, ai tatuaggi e alle palestre. Non è moralismo, è un dato di fatto, anch’essi sono vittime di un sistema padronale, sono stati privati del senso profondo del vivere. Sono dei depressi fragili e alla ricerca di emozioni forti per “sentire di esistere” in un mondo in cui regna il “niente”. Su tale disastro antropologico e politico la questione di Ceuta mostra la verità della politica e della realtà italiana ed europea. Decine di migliaia di uomini hanno raggiunto Ceuta dopo ore di nuoto. Uomini motivati a lottare e a resistere. Gli europei e gli italiani non possono che guardare con inquietudine esseri umani tanto resilienti, usiamo il termine, resilienti, che tanto piace al politicamente corretto-corrotto. Una politica mediocre e bieca non spiega le ragioni profonde di tale assedio. Ceuta e Melilla enclavi spagnole sono rivendicate dal Marocco, la loro posizione è strategica. La questione del Sahara occidentale è, poi, un contenzioso mai risolto tra Spagna e Marocco. Sahara occidentale dove abbondano fosfati, ferro e potenziali risorse energetiche marine. Tutto tace e non si spiegano le ragioni profonde della crisi di Ceuta. Si alzano in volo solo roboanti affermazioni il cui obiettivo sono le prossime elezioni. A destra, mentre il PD complice è in religioso silenzio, il Presidente del Consiglio per competere con Vannacci fa appello a misure di “salvaguardia nazionale”. I migranti arrivano a Ceuta per poi scegliere altre mete. Molti non restano in Spagna. Si fa appello solo a misure repressive. All’autoritarismo imperiale di Vannacci si risponde con la sospensione di Schengen e con dichiarazioni mediatiche di stampo elettorale. Se la sinistra andasse al governo, dicono, saremmo come Ceuta… Nel 2025 in Italia ci sono stati 355.000 nati e 652.000 decessi con un saldo di 296000 unità. Dinanzi a questi numeri, ancora una volta, si tace e si prosegue verso la denatalità. Nessuna politica reale per favorire “la vita” e nessun cambio di paradigma culturale si intravede all’orizzonte.

Nessuna gestione realistica della migrazione, dunque, essa è lasciata sostanzialmente a provvedimenti estemporanei e gestita senza una reale progettualità politica a lungo termine. Siamo alla fine di una civiltà, a un passo dalla barbarie e ogni uomo e ogni donna di buona volontà sono chiamati ad impegnarsi per evitare la tragica fine di una civiltà. I “mondi terminano”, ma nel futuro non si intravede il sorgere di nessuna nuova civiltà, solo il capitale sembra imperare lordato di sangue, sudore e colpi di cannone.

Salvatore A. Bravo

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Di basnews

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