Non è difficile leggere i paralleli e i meridiani dei cambiamenti epocali che si stanno verificando, trascinando noi, isole nella corrente, verso un futuro ignoto, ma che, possiamo immaginarlo, sarà durissimo, come avviene sempre quando c’è un cambio di paradigma. Non è difficile se solo non ci si fa prendere dalla quotidiana inondazione di eventi e parole che sembrano caotiche, contraddittorie a volte inesplicabili, ma che spesso sono ingannevoli e costruite apposta per depistare oppure per nascondere le notizie vere e significative. Così voglio fare qui una piccola collezione di cose non dette, o sussurrate a mezza voce, talvolta capovolte nel loro significato che costituiscono tessere chiave del puzzle che il potere vuole che non riusciamo a ricomporre. Dall’Ucraina ai vaccini per finire col sedicente ambientalismo nulla si salva nell’impero del caos.
Il placido Dneper
La narrativa perpetuata sulla guerra ucraina da orde di pseudo analisti occidentali, pagati proprio per il loro essere solo pseudo, è quella di una Russia che avanza a fatica e con enormi perdite. Bene nel mese di novembre le truppe russe hanno conquistato un territorio di 701 chilometri quadrati, vale a dire una superficie doppia rispetto a Gaza dove, nonostante le orribili stragi e una superiorità enorme in fatto di armamenti, gli israeliani non sono riusciti a conquistare del tutto. Eppure l’esercito di Tel Aviv che combatte contro milizie che dispongono solo di armi leggere viene considerato efficientissimo, mentre quello russo sarebbe inconcludente e incapace. Per giunta nel corso del 2025, stando ai rapporti russi, ucraini e, la Russia ha restituito a Kiev i corpi di 13.300 soldati uccisi, mentre l’Ucraina ha consegnato i resti di 350 corpi russi. Questo dato da solo mostra quale sia l’enorme e reale differenza tra le perdite russe e quelle ucraine, che la Nato non osa rivelare.
Il buon vaccino contro la vita
Francamente ho pena per quelli che ancora credono nei miracoli dei vaccini a mRna e rabbia per quelli che si ostinano a fare propaganda vaccinale per non perdere le consistenti prebende dell’industria farmaceutica. Anche perché talvolta si tratta di mere elemosine per accattoni in camice bianco. Ma le prove che il vaccino anticovid è stato il peggiore farmaco della storia della medicina, sono ormai inarrestabili. Proprio nei giorni scorsi la Food and drug adiministration americana ha dovuto ammettere, dopo un accurato studio, che dieci bambini sono morti per via delle miocarditi causate dal vaccino covid. Ora qualcuno salterà su a dire che dieci sono pochi e che si tratta di un sacrificio accettabile. E mi domando come mai invece non fosse accettabile la morte ogni anno di cinque o sei bambini, in tutto l’Occidente per morbillo. Ma transeat, non è questo il punto: il fatto è che queste dieci morti sono state accertate su un campione di circa duecento bambini. Fatevi il conto… magari la proporzione non sarà proprio quella, di 5 ogni cento, ma è chiaro che i numeri globali sono comunque spaventosi. Numeri che tuttavia in parte sono non sono stati raccolti come si sarebbe dovuto fare, in parte sono stati tenuti nascosti e in qualche caso addirittura cancellati. Viviamo davvero nel giardino di cui parlano certi leader europei o in una giungla dove si aggirano bestie letali e carnivore?
L’Europa fa l’indiana
La visita di Putin India è stata in prima pagina su tutti i giornali del mondo non occidentale. E adesso si è saputo della ignobile figura fatta dai Paesi europei i quali hanno tentato di esecrare la presenza del presidente russo a Nuova Dehli, come se questi fossero affari loro o come se fossero a decidere con chi parlare e con chi no. Gli ambasciatori britannico, francese e tedesco in India hanno infatti scritto una “lettera collettiva e arrabbiata” al governo indiano, sostenendo che “le autorità indiane non dovrebbero ospitare Putin” perché la Russia è 2un Paese pessimo che viola il diritto internazionale” e perciò “se l’India, se aspira alla democrazia, dovrebbe ritirare il suo invito a Putin”. Insomma qualcosa di grottesco e di infantile a cui il governo indiano ha risposto mettendo al loro posto gli europei tracotanti e imbecilli: proprio perché l’India è un Paese democratico, gli ambasciatori stranieri, per definizione, non hanno il diritto di dettare la condotta del Paese in politica estera o interna. Inutile dire che i colloqui sono stati cordiali e l’India ha manifestato l’intenzione di comprare dalla Russia il caccia Su-57 e i sistemi di difesa aerea S-500, il meglio che esista: dopo gli scontri col Pakistan dotato di armamenti cinesi che hanno letteralmente surclassato gli aerei e le armi Nato di cui disponeva l’India: Nuova Dehli ha capito la lezione.
Xinjiang, il paradiso di bugie
Sappiamo tutti la questione della regione cinese dello Xinjiang, abitata dagli Uiguri e a maggioranza mussulmana: secondo le solite fonti occidentali Pechino avrebbe esercitato una repressione spietata, allestendo anche campi di concentramento. Naturalmente non c’ mai stata alcuna prova concreta di tutto questo, anche perché è difficile che una regione visitata da oltre cento milioni di turisti ogni hanno possa facilmente nascondere tutto questo. In realtà la questione è tutta una creazione a freddo della Cia che si è servita di tale Anwar Yusuf Turani di etnia uigura, trasferitosi in Usa nel 1983 e addestrato dalla Cia in vari gruppi jihadisti in Afghanistan, Siria, Medio Oriente e Nord Africa. Ha fatto carriera: nel 2004 è stato nominato primo Ministro del cosiddetto Governo in esilio del Turkestan orientale, un entità di pura fantasia creata dal Congresso statunitense per “rappresentare gli interessi degli uiguri, dei kazaki e di altre minoranze musulmane nello Xinjiang”. Secondo la sceneggiatura redatta dall’intelligence statunitense, Yusuf Turani affermava che “il Turkestan orientale è uno stato indipendente dalla Cina ed è sotto occupazione militare cinese” e ha anche organizzato qualche attentato con i suoi amici jihadisti che facendo oltre 250 morti. Ma ora questo tentativo di destabilizzare la Cina è del tutto fallito sia perché i terroristi sono stati arrestati, sia perché queste azioni non avevano dietro nessun consenso popolare e in ultimo perché gli stessi stati mussulmani hanno negato qualsiasi appoggio alla guerriglia jihadista nella regione. Capitolo chiuso e bugie archiviate.
Vento portami via con te
Sorpresa! I parchi eolici offshore causano il riscaldamento degli oceani, con un aumento localizzato delle temperature superficiali del mare di 0,3-0,4 °C e una variabilità interannuale fino a 1 °C. Questo secondo calcoli effettuati da un gruppo di scienziati americani e recentemente pubblicati da Science . Effetti a cascata che si propagano attraverso gli ecosistemi, influenzano le temperature marine e atmosferiche e rimodellano la superficie oceanica destabilizzando le riserve alimentari marine oltre ad avere un’influenza nefasta sula crescita del plancton e delle larve. Gli scienziati sono giunti a questa conclusione esaminando dati pluriennali al largo delle coste degli Stati Uniti orientali durante i mesi estivi più calmi. Si ipotizza che le grandi turbine eoliche riducano l’energia delle onde superficiali vicine, il che a sua volta indebolisce il naturale e importante rimescolamento nell’oceano superiore. Si ritiene che queste riduzioni causate dalla rotazione delle pale delle turbine portino a un riscaldamento della superficie del mare fino a 0,4 °C. Ecco cosa sta combinando il falso ambientalismo globalista e le sue speculazioni e alle assurdità sulla CO2. Questo senza contare il vero e proprio sterminio di uccelli. Queste cose salvano sì un ambiente, ma non è quello naturale, bensì quello della finanza.
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