di Angela De Nicola
Coltivare la terra è oggi molto più che mero apprendimento di quella che è una semplice attività agricola ed è molto più che moda e trend in voga tra i Vip: la “scienza dell’orto sotto casa” e la sua cura possono essere in realtà l’inizio di un vero e proprio percorso di relazione ottimale nonché di vera e propria crescita nell’ambito della sfida educativa nei confronti dei cosiddetti “ragazzi con capacità speciali”. È stato questo il tema posto al centro della prima lezione “Coltivare la terra per coltivare opportunità”, condotto dalle professoresse Margherita Volpini e Federica Gava, un attesissimo incontro rivolto a genitori ed educatori che ha inaugurato il primo di una serie di incontri nell’ambito di un vero e proprio corso annuale di orticoltura terapeutica zonale relativo al periodo 2026/2027. Il corso e la sua prima lezione sono stati presentati lo scorso 7 marzo presso il Centro Visioni Urbane di Rionero in Vulture a cura dell’Associazione Oltre Noi ( Genitori Oltre l’Autismo). Leitmotiv della giornata formativa: l’orticoltura terapeutica rivista e ridefinita come pratica riabilitativa che coinvolge diversi “attori”, i quali attraverso numerose attività legate alla cura delle piante, alla costruzione dell’orto e al riconoscimento dei meccanismi dell’ambiente naturale circostante, può diventare un vero e proprio percorso principe avente come obbiettivo il raggiungimento di specifici ed importanti traguardi terapeutici, sia per gli emittenti che ovviamente per i destinatari. Chi sono gli emittenti? Genitori, educatori e tutti coloro che possono risultare interessati al tema. Chi i destinatari, è bene ribadirlo con gioia, tutti quei ragazzi “davvero speciali” che colorano la vita con toni appena un po’ diversi da quelli della maggioranza, i cosiddetti ragazzi “autistici”, nei confronti dei quali l’associazione Oltre Noi fin dalla sua fondazione sta ponendo l’obbiettivo del raggiungimento di goal sempre più pieni, coinvolgenti e soddisfacenti. Uno di questi, appunto, il grande progetto dell’orticoltura terapeutica. Attraverso il contatto diretto con la natura, infatti, il corso delle prof. Volpini e Gava ne ha sottolineato l’importanza, indicando oltre ogni ragionevole dubbio, quanto i nostri “ragazzi speciali” possano in realtà diventare protagonisti pieni e consapevoli della cura del verde, facendo di questa nuova capacità acquisibile e acquisita un vero e proprio strumento per promuovere il loro benessere fisico, spirituale e psicologico. Tutto questo – perché no – anche e soprattutto con una prospettiva di inserimento sociale. Le attività della cura delle piante, infatti, il contatto con la terra e i suoi cicli e in definitiva la connessione con l’ambiente naturale, rappresentano dei cluster fondamentali per la creazione di reali benefici sul piano emotivo e relazionale, sia per chi questa arte la insegna sia per chi è messo nelle condizioni, anche basilari, di apprenderla. Alla base di questo approccio vi è il famoso concetto di biofilia, teorizzato nel 1964 da Erich Fromm, secondo cui gli esseri umani possiedono una naturale tendenza ad essere attratti da ciò che è vivo e vitale. Questa inclinazione spiega perché il contatto con la natura possa avere effetti positivi sul benessere psicologico di tutti, in particolare dei ragazzi “autistici”. Per loro che – come sappiamo – hanno semplicemente intelligenze particolari e volano ad altezze solamente diverse da quelle comuni (altezze non per questo meno interessanti) attraverso l’orticoltura terapeutica può essere ricreata quella che secondo gli scienziati Rachel e Stephen Kaplan nel 1989 è stata teorizzata come la cosiddetta “attenzione involontaria”, ossia quella capacità metacognitiva e metalinguistica che si attiva spontaneamente quando l’essere umano è messo a diretto contatto con elementi naturali come alberi, piante, foglie, fiori, acqua o insetti. Gli ambienti naturali, proprio grazie alla stimolazione di questa forma di attenzione spontanea, possono di fatto aiutare il cervello a recuperare e ridurre fatiche cognitive in maniera sorprendente. Basterebbe solo questa ragione per rendere urgente e dunque possibile una basilare attività continuativa e onnipresente come l’orticoltura, quale planning sia formativo (per genitori ed educatori) sia pratico – per i destinatari. Al centro, dunque, è chiaro, la persona con tutte le sue esigenze. Sia di genitore-emittente che di ragazzo-diversamente intelligente / destinatario. Il tutto a partire da bisogni, desideri, interessi e potenzialità individuali che muovono dalla bellezza della terra, dai suoi colori, umori, profumi, dai suoi sapori e dalla sua eterna poesia. Elementi come motivazione, relazione e partecipazione attiva all’interno dell’orticoltura diventano quindi, in ultima istanza, presupposti fondamentali per costruire percorsi realmente formativi ed inclusivi. Tutto questo per un risultato – lo dice la scienza – davvero stabile: stimolando l’assetto della costanza, il valore dell’impegno come traguardo e come progresso, si stimola davvero tutta la persona, anima e corpo, corpo e anima. Una persona che, a diretto contatto con la natura, può rivelarsi come rigenerata, progredita ed essenzialmente “nuova”. In un’epoca in cui il rapporto con l’ambiente naturale è spesso distante e rischia gravemente di essere abbandonato e misconosciuto, iniziative profonde e ben strutturate come l’orticultura terapeutica ci ricordano quanto la terra possa diventare non solo un intramontabile spazio di incontro, di apprendimento e di benessere, ma soprattutto è incarnazione vera e propria di un modus nuovo e inedito per donare a chiunque – in special modo ai nostri ragazzi più “fragili” – competenze davvero forti. Obbiettivi sempre più a lungo raggio e a lungo termine, dunque, per L’Associazione Oltre Noi, capeggiata da Nicola Fede, papà di Antonio, fondata ufficialmente a Rionero il 13 maggio 2023. Un percorso lungo e arduo ma che sta iniziando a dare i primi grandi e durevoli risultati a favore di un “dopo” che per questi nostri ragazzi ha tutto il diritto di essere il più possibile autonomo, sereno e soprattutto in linea con la parola futuro. Ragazzi maggiormente inseriti nel contesto sociale anche grazie a questo nuovo percorso che vedrà continuare le sue tappe formative e i suoi laboratoriali già dai prossimi 27/ 28/ 29 marzo, per poi proseguire il 17/ 18/ 19 aprile con l’allestimento finale di orto in cassoni e mini serra. Per la sua mission, per la sua peculiarità e specificità, per questo genere di iniziative e per molto altro ancora, il Presidente dell’Associazione Oltre Noi è stato nominato da pochi giorni, per effetto del decreto del 6/3/2026 della Giunta Bardi, tra i membri effettivi della Consulta Regionale per le Famiglie. Le cose belle sono ad un tempo semplici, durature, imperiture ed importanti. E come la terra lasciano segni indelebili. Che vita sia. E che Oltre Noi sia realtà sempre più forte. Come un virgulto coltivato con amore e per amore.