La FIALS di Potenza, guidata dal Segretario Provinciale Generale Giuseppe Costanzo, ha trasmesso alla Direzione dell’A.O.R. “San Carlo” la relazione dedicata al servizio mensa del Presidio ospedaliero di Potenza. L’indagine è stata realizzata attraverso un questionario anonimo rivolto agli operatori, raccogliendo esperienze, percezioni e aspettative di chi vive quotidianamente l’ospedale dall’interno.
La fotografia che emerge è limpida e sorprendentemente uniforme. Il racconto delle lavoratrici e dei lavoratori converge su un punto chiaro: la mensa fatica a sostenere i ritmi e i bisogni reali di chi vi accede. Voce dopo voce, si delinea un quadro ricorrente: c’è chi rinuncia alla pausa perché il pasto prenotato risulta esaurito; chi descrive un menù ripetitivo; chi percepisce una qualità poco curata; chi avverte temperature che impoveriscono gusto ed esperienza del pasto.
Molte testimonianze risuonano con sincerità. Emerge dalle testimonianze: “La pausa pranzo dovrebbe aiutare a reggere il turno, invece finisce per appesantirla.” In queste parole si coglie un bisogno profondo: essere ascoltati, ritrovare una mensa che funzioni come sostegno, spazio di recupero e parte integrante del benessere complessivo.
Sotto il profilo del benessere lavorativo, l’alimentazione è riconosciuta come componente essenziale della salute fisica ed emotiva: dona energia nei turni intensi, sostiene la concentrazione, favorisce equilibrio interno e fluidità nell’attività quotidiana. Una mensa ospedaliera deve assicurare i menù vari e bilanciati, il rispetto delle diete speciali e delle intolleranze, gli ingredienti di qualità e le temperature adeguate. Non sono dettagli marginali, ma standard essenziali nei capitolati delle mense collettive.
Rilevante è anche la mancanza di momenti strutturati di ascolto o di valutazione della soddisfazione del personale negli anni. È come se la mensa fosse rimasta un servizio dato per acquisito, mai realmente osservato o ripensato.
“Una mensa ospedaliera – afferma Giuseppe Costanzo – è parte concreta della quotidianità di chi garantisce assistenza. Quando un servizio mostra fragilità, ne risente il clima di lavoro e l’esperienza professionale rischia di indebolirsi. Abbiamo raccolto materiale prezioso: ora occorre trasformarlo in un percorso di miglioramento reale. La FIALS si fa carico della richiesta più importante dei lavoratori: essere ascoltati.”
Per questo la FIALS ha chiesto alla Direzione Generale di avviare un confronto immediato, fondato sull’ascolto reciproco e sulla riqualificazione di un servizio che incide direttamente sul benessere fisico ed emotivo degli operatori. L’obiettivo è riqualificare la mensa: renderla più curata, funzionale e attenta alle diverse esigenze alimentari del personale.
Per la FIALS, questo gesto valorizza l’esperienza delle persone e apre un dialogo atteso da anni, gettando le basi per un cambiamento oggi più che mai necessario.
