Muoia Sansone con tutti i filistei. Da bambino sentivo questa frase che non mi pareva affatto eroica come volevano presentarcela, ma come un’oscura e insensata pulsione di morte. Insomma mi pareva uno di quegli incubi biblici e barbarici la cui natura profonda oggi ci è più chiara. In ogni caso mai avrei pensato che mi sarei trovato effettivamente di fronte ad una situazione paragonabile e invece… Ecco che vediamo Sansone nelle forme di chi, non riuscendo a rapinare il resto del pianeta è disposto a sacrificare i filistei, ossia noi, pur di rimanere sul trono. Una classe dirigente penosa, di scarsa intelligenza e di ancor più scarsa cultura, soprattutto orribilmente reazionaria anche se non ha nemmeno i mezzi intellettuali per accorgersene, tenta ogni strada per abbattere i suoi nemici, ovvero coloro che al di fuori dell’Occidente vogliono semplicemente un rapporto paritario e non di sudditanza. Ma è difficile accettare di essere soci di minoranza quando si è stati padroni assoluti e così ormai tutto è possibile, non c’è più alcun freno a una sindrome di perdita che si manifesta con una volgarità senza precedenti e con un rapporto sempre più difficile.
Basti pensare a Trump che dopo aver ordinato l’assalto a una nave colombiana, ha dato del teppista al presidente Gustavo Petro, perché si era permesso di protestare contro questo atto di vera e propria pirateria. Ma non basta, c’è stato un certo stupore quando la Cina si è rifiutata di non comprare più petrolio russo come il Joker in the box della Casa Bianca aveva ordinato. Era un fatto scontato, eppure non ci crederete, il fior fiore degli imbecilli di casa nostra ha creduto che Pechino si inchinasse e stava già cominciando a recitare il de profundis per il cattivo orso Putin. Bisognerebbe conservare questi cervelli sotto formaldeide per studiare cosa non funziona in gente che pensa di vivere in un cartone animato. Di certo siamo di fronte a un culto di se stessi che raggiunge la paranoia più assoluta proprio nel momento in cui davanti allo specchio che racconta le storie del passato, ci si accorge di un viso avvizzito e di membra deboli. È da questo stato mentale patologico che nascono le faraoniche idee di Trump su se stesso: la costruzione alla Casa Bianca di una sala da ballo per mille persone, la raccolta fondi per un arco di trionfo, già battezzato Arc de Trump e che dovrebbe sorgere vicino al Potomac, oppure quella per scolpire il volto del presidente sul monte Rushmore. Certo che è follia, ma lo è ancora di più non accorgersi dei mutati rapporti di forza. Per esempio, Washington ha varato sanzioni che dovrebbero impedire a Rosneft e Lukoil, le due più grandi aziende russe dell’energia di accedere al sistema finanziario statunitense, vietando dunque ai cittadini statunitensi di interagire con loro. C’è però un piccolo problema: queste due aziende operano già al di fuori del sistema finanziario statunitense e in ogni caso sembra che i dirigenti americani non capiscano che l’economia russa non dipende dalle esportazioni di petrolio. Si tratta semplicemente di una manovra di facciata per convincere gli anti-russi degli States che Trump sta giocando duro con Mosca. Ehi, questo non merita forse una bella statua in bronzo?
E che dire dell’Europa impoverita e suicida che considera se stessa un giardino, mentre il resto del mondo sarebbe una giungla? Detto così fa ridere, ma questo delirio, se opportunamente tradotto nel linguaggio politicamente corretto passa ogni giorno nei talk show e nel vuoto chiacchiericcio della politica politicante. Così che il progetto di passare all’Ucraina armi comprate con i soldi russi bloccati nelle banche del continente e in particolare in Belgio, è stato discusso per settimane come se si trattasse di una cosa seria. Questa sorta di piano, parrebbe ideato da una banda di idioti che si pensano furbetti: proponeva che alla Russia – uscita vincitrice dal confronto con la Nato – sarebbero stati restituiti i soldi solo quando Mosca avesse pagato le riparazioni di guerra all’Ucraina. Semmai dovrebbe essere la Nato (di fatto l’Ucraina non esiste nemmeno più dal 2014) che dovrebbe farlo in quanto parte sconfitta, ma al di là di questa mattana, la realtà si è subito rivelata più dura delle idee balzane: tale vero e proprio furto sarebbe al centro di una causa internazionale che di certo la Ue perderebbe. E allora chi dovrebbe restituire quei soldi rubati, spesi per tentare di alimentare il conflitto un altro paio di anni? Ovviamente i cittadini dei vari Stati e questo ha fatto saltare per il momento il tentativo di truffa dei Sansoni ai danni di noi filistei. Ma il possibile sacrificio si concreta e si celebra tutti i giorni in atti che possono facilmente portare a un olocausto nucleare. Che dire… l’Occidente non sa perdere e proprio per questo perderà tutto.
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