C’è anche chi si è incaricato di fare i conti in tasca a Trump, e precisamente un ex agente e analista di intelligence della Cia, ex pianificatore e consulente presso l’ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato e formatore degli uomini della operazioni speciali dell’esercito statunitense per 24 anni. Diciamo uno informato dei fatti. E dice, numeri alla mano, che la grande armata americana e anche Israele cominciano a trovarsi nei guai per la scarsità progressiva delle difese contro i razzi e i droni iraniani. Non si tratta di semplici opinioni ma di cifre: egli parte dalla produzione dei missili per il sistema Patriot che costituiscono il nerbo della difesa americana. La produzione di questi vettori è cominciata nel 2015 e si è protratta fino al 2020 a un ritmo fra i 100 e 300 all’anno, dunque al massimo 1800. Nel quadriennio successivo, gli Stati Uniti hanno ne hanno prodotti circa 2.200 (ovvero oltre 500 all’anno). Nel 2025 la produzione è aumentata a 620. Il totale dal 2015 è di 4.620. Secondo i dati del ministero della difesa, 847 di questi missili sono stati trasferiti in Ucraina quindi ne rimangono, supponendo che nel frattempo non siano stati mai usati, nemmeno nei precedenti scontri con l’Iran, circa 3770, una parte dei quali dispiegati in Israele e nei Paesi circostanti. Ma circa 1200 sono sul territorio statunitense e altri in Sud Corea, in Giappone, in Germania e a Guam. Dunque ne rimangono nel migliore dei casi circa 2400 disponibili per l’operazione Epic Fury.
Ora poiché per intercettare i missili balistici in arrivo occorrono almeno due vettori Patriot, è facile fare i conti: nei 4 giorni dall’inizio dell’aggressione, l’Iran ha lanciato circa 200 missili contro basi militari su Israele e le nazioni del Golfo dotati di batterie Patriot. Ciò significa che sono stati utilizzati almeno 400 missili anche se in molti casi non hanno abbattuto gli ordigni iraniani. Così se supponiamo che Teheran continui a lanciare 60 missili balistici al giorno, cosa che è assolutamente nelle sue capacità e dunque devono essere lanciati 120 Patriot, in 20 giorni si esaurirebbero. Certo c’è anche il sistema Dome israeliano, ma serve essenzialmente contro i droni o i piccoli razzi, ci sono i Thaad che tuttavia sono molto di meno dei Patriot.
Nel momento in cui gli americani e gli israeliani non sono riusciti, come invece speravano, di distruggere gran parte della forza missilistica iraniana nel primo giorno di combattimenti, adesso rischiano di rimanere scoperti ed esposti senza difese alla controffensiva iraniana. L’America insomma rischia di umiliare se stessa. Tanto che Trump ha cominciato a farsi sfuggire un’ipotesi di ritorno al tavolo delle trattative, certo sepolto sotto tonitruanti parole, ma comunque è chiaro che non sa come trarsi d’impaccio, anche perché chi si può più fidare degli Usa e anche degli europei che usano le trattative per preparare la guerra? L’affondamento della nave iraniana Iris Dena mentre si trovava nelle acque dello Sri Lanka, da parte di un sommergibile americano denuncia che questa guerra sta cambiando volto e si avvicina sempre più a un conflitto generalizzato. Auguri a tutti.
fonte: