L’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi, presidio dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, rappresenta da sempre un riferimento strategico per i cittadini del Vulture-Alto Bradano. Tuttavia, l’impossibilità di garantire la piena operatività dei servizi assistenziali è oggi legata a una carenza strutturale di personale che incide profondamente sulle professioni sanitarie e socio-sanitarie, rallentando l’intera macchina organizzativa.
Il Pronto Soccorso vive una fase di forte criticità: durante i turni notturni, è operativo un solo medico anziché due, come previsto dagli standard di sicurezza. La copertura è affidata quasi esclusivamente a medici a gettone, segno evidente di una gestione emergenziale che compromette la continuità assistenziale. È necessario ristabilire condizioni organizzative che tutelino i pazienti e mettano in sicurezza i professionisti, valorizzandone il ruolo e le competenze.
Anche la diagnostica è messa a dura prova: la carenza di tecnici di laboratorio e radiologia determina un rallentamento significativo dei tempi di refertazione e un allungamento delle liste d’attesa. A peggiorare il quadro, l’assenza di personale amministrativo dedicato obbliga i reparti a rivolgersi costantemente alla sede centrale del San Carlo per ogni procedura, generando ulteriori ritardi e disagi.
La presenza di cardiologi, internisti, ortopedici e radiologi risulta attualmente limitata e non ancora strutturata secondo una pianificazione stabile, in grado di rispondere pienamente alla complessità crescente dei bisogni clinici del territorio.
Sono previsti nuovi innesti nell’unità di Cardiologia, ma resta aperta una criticità di rilevanza clinica: le dimissioni della cardiologa attualmente responsabile dei controlli sui pacemaker comporteranno la cessazione del servizio dedicato presso l’Ospedale di Melfi.
Per oltre 500 pazienti portatori di dispositivo nell’area del Vulture-Melfese, ciò significherà la perdita dell’unico punto di riferimento territoriale per le attività di controllo periodico, riprogrammazione e sostituzione dei pacemaker.
Una situazione che potrebbe costringere una parte fragile della popolazione a spostamenti fuori territorio, non sempre agevoli o sostenibili, e a tempi di attesa non adeguati rispetto alle esigenze legate alla gestione dei dispositivi impiantati.
La FIALS segnala l’assenza di un cardiologo elettrofisiologo, figura indispensabile per l’impianto e la gestione di tali dispositivi, come una priorità non più rinviabile, poiché incide direttamente sulla continuità assistenziale dei pazienti più fragili e vulnerabili.
A subire le conseguenze più gravi è la componente infermieri e operatori socio-sanitari, attualmente ben al di sotto degli standard richiesti per un ospedale con funzioni di emergenza-urgenza. Il personale è costretto a sostenere turni prolungati e ritmi usuranti, spesso senza adeguati periodi di recupero né possibilità di pianificare ferie, in un contesto di sovraccarico che, giorno dopo giorno, erode le energie, compromette la lucidità operativa e riduce la qualità delle cure erogate.
È possibile rilevare segnali di rallentamento anche nelle attività ambulatoriali, dove alcune prestazioni risultano riprogrammate o ridotte rispetto alla pianificazione iniziale. Una delle ipotesi più plausibili riguarda la difficoltà nel garantire una presenza stabile di personale sanitario sufficiente, condizione che può incidere sull’effettiva capacità di assicurare i volumi assistenziali programmati e contenere i tempi di attesa.
La FIALS ribadisce con forza che nessun investimento tecnologico, nessuna opera strutturale potrà mai compensare l’assenza delle persone. La leva centrale per riattivare l’ospedale di Melfi è rappresentata da: assunzioni stabili e durature, progressioni professionali vere, valorizzazione delle competenze, tutela delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno tiene viva la sanità pubblica. Senza questi elementi, ogni intervento rischia di rimanere superficiale, inefficace, solo apparente.
“Oggi a Melfi manca il personale, non la struttura. A mancare sono le mani, le competenze, la forza viva del lavoro quotidiano. Regione e A.O.R. San Carlo devono rispondere con un piano straordinario di rafforzamento delle risorse umane. Non ci accontentiamo di rassicurazioni verbali. Servono numeri, contratti, certezze operative” – dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della FIALS.
Sit-in FIALS – 30 settembre 2025
Di fronte all’immobilismo delle istituzioni, la FIALS rompe il silenzio con un’azione concreta: il 30 settembre sarà in piazza, davanti all’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi, per restituire voce ai lavoratori e dignità al presidio ospedaliero.
Una sanità pubblica che funziona…
La sanità pubblica funziona quando mette al centro le persone che la costruiscono ogni giorno, con professionalità, passione e responsabilità. Melfi ha tutte le potenzialità per tornare a essere un presidio vitale, organizzato e accogliente, in grado di garantire una cura continua, sicura e accessibile. È tempo di scelte coraggiose. È tempo di agire.
