Si potrebbe dire che dal 4 dicembre del 2025 è cambiata ogni cosa e che la seconda guerra mondiale, con le sue conseguenze e i suoi assetti, è davvero finita. Con la pubblicazione del nuovo documento sulla Strategia per la Sicurezza nazionale (Nss), la Casa Bianca ha dato un deciso colpo di timone e ha abbandonato la dottrina Wolfowitz, nata nel 1992, anno cruciale per la definitiva affermazione del globalismo finanziario. Essa affermava che gli Stati Uniti erano diventati l’unica superpotenza mondiale rimasta dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e dichiarava che il suo obiettivo principale era preservare tale status. Il nuovo documento cambia completamente questa prospettiva, più o meno mantenuta dalle varie amministrazioni, compresa quella di Trump prima edizione, e dice: “Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si convinsero che il dominio permanente degli Stati Uniti sul mondo intero fosse nel migliore interesse del nostro Paese. Eppure, gli affari degli altri Paesi ci riguardano solo se le loro attività minacciano direttamente i nostri interessi. Le domande che ci poniamo ora sono: 1) Cosa dovrebbero volere gli Stati Uniti? 2) Quali sono i mezzi a nostra disposizione per ottenerlo? e 3) Come possiamo collegare fini e mezzi in una strategia di sicurezza nazionale praticabile?”
La risposta in estrema sintesi è questa e possiamo dividerla in alcuni punti principali che sintetizzerò in maniera da essere più chiaro:
- Da poliziotto globale a egemone regionale: a differenza dell’Nss di Biden del 2022 (che enfatizzava le alleanze e la competizione tra grandi potenze) o della versione di Trump del 2017 (che definiva Cina e Russia come potenziali nemici), questo documento pone fine ai “pesi eterni” degli Stati Uniti all’estero. Dà priorità alle Americhe rispetto all’Eurasia, inquadrando l’Europa e il Medio Oriente come teatri di guerra declassati.
- Politica cinese: riconosce il fallimento della guerra commerciale con Pechino e cerca legami “reciprocamente vantaggiosi” sia pure mantenendo la minaccia di Taiwan. La Cina passa da essere un nemico esistenziale a un possibile partner con qualche restrizione sulle tecnologie di punta. Ancora non si capisce che ormai la Cina sta superando gli Usa in molti settori.
- Accettazione del multipolarismo: le potenze regionali dovranno gestire le loro aree di interesse asserendo che gli Usa in ogni caso eviteranno scontri diretti.
- Relativizzazione della Nato, inevitabile perché in questo nuovo quadro strategico l’Europa dovrà fare da sola, non solo con l’aumento delle spese in armamenti, ma con un cambio di mentalità rispetto al burocratismo illiberale espresso dalla Ue. Quest’ultima viene criticata a fondo e si fa capire che la Casa Bianca, pur senza rinnegare del tutto la Nato, sarà però solo uno dei partner e non più l’architrave dell’Alleanza, il che in pratica lascia l’Europa da sola di fronte alla stupidità con cui ha agito. Ed è difficile che l’ Alleanza sopravviva in queste condizioni.
- Ritirata ideologica: lapromozione della “democrazia” (le virgolette sono d’obbligo) viene esplicitamente abbandonata, quantomeno come pretesto per portare guerra e distruzione verso aree di interesse strategico e così pure la posizione di poliziotto del mondo.
- Viene però ribadita la dottrina di Monroe, ossia l’interesse esclusivo che gli Usa pretendono di avere su tutto il continente americano.
Dunque siamo di fronte alla regionalizzazione dell’imperialismo made in Usa. Mi chiedo come mai un documento di tale importanza abbia ricevuto così poca attenzione dallo scellerato mainstream, visto che si tratta nel bene e nel male di un cambiamento di paradigma dopo più di un secolo di american things for ever, che ha segnato tutto il Ventesimo secolo e un quarto di quello attuale. Ma la risposta è semplice e consiste nella sostanziale negazione di quel globalismo che un gruppo ristretto di padroni della finanza, in misura considerevole formata da sionisti, cosa che ha permesso gli orrori di Gaza, sta tentando di imporre e di cui l’Europa è la prima oltre che la più illustre vittima, visto che è governata da burattini preparati, formati e mediaticamente imposti per fare gli interessi di questi neo padroni del mondo. Intendiamoci, nessuno può dire se Trump avrà le capacità, la costanza e la possibilità di realizzare questa agenda che in sostanza riconosce, sia pure obtorto collo, la pluralità del mondo. Il fatto stesso di aver ricevuto un appoggio determinante dalle lobby sioniste, la dice lunga sulle sue difficoltà.
Avrà insomma da superare ostacoli giganteschi e c’è da dubitare che possa effettivamente far ritornare l’economia produttiva in America, perché i danni fatti in 40 anni sono enormi: non si tratta solo di far ritornare le fabbriche negli Usa, ma di avere il personale per crearle e mandarle avanti. Il disastro della scuola e gli stessi “valori” globalisti hanno creato una incredibile carenza di personale tecnico e ingegneristico, al punto che la Russia, con meno della metà della popolazione statunitense, ha parecchi più ingegneri degli Usa, nonostante non sia una civiltà tecnocratica come la nostra. E non parliamo della Cina. Ad ogni modo da tutto ciò l’Europa, meglio sarebbe dire l’Ue, esce sconfitta su tutti i piani: mentre la tana del suo cocco Zelensky, ormai in pericolo di vita, viene demolita e anche il famoso arco d’acciaio di Kiev è stato praticamente distrutto, si ritrova disarmata e senza soldi perché la guerra perdente ha causato la demolizione del sistema industriale del continente che si basava sull’energia russa a basso costo. La Russia ha sconfitto l’Ucraina, controfigura della Nato e l’Ue, in un certo senso, è stata sconfitta dagli Usa. Però come si dice non tutto il male viene per nuocere: la sconfitta di un nefasto modello sociale apre almeno uno spiraglio di futuro dentro la melma dell’immobilismo. Ed ecco perché i burattini della finanza ora accusano questo documento della Casa Bianca di estrema destra, che è l’unica cosa che ravvisano nel loro miserabile prontuario politico ridotto a slogan. Del resto, manzonianamente, chi non ha un cervello, non se lo può dare.
fonte:
