• 13 Settembre 2026 2:10

La fame di Gaza e la connivenza dell’Occidente al genocidio

Dibasnews

Mag 21, 2025
epa11854963 The headquarters of the United Nations Relief and Works Agency for Palestine refugees (UNRWA) in Damascus, Syria, 26 January 2025. Palestinian refugees gathered in a protest demanding the improvement of basic services, especially in the fields of health, education and relief, in addition to providing job opportunities that contribute to improving their living conditions. EPA/MOHAMMED AL RIFAI

Netanyahu ha difeso di fronte ai falchi israeliani la decisione di aprire Gaza agli aiuti umanitari: decisione necessaria, ha spiegato, per poter proseguire le operazioni militari. E ha trovato l’appoggio del superfalco Bezalel Smotrich, che appoggia il suo governo, il quale ha rasserenato i suoi sostenitori spiegando che neanche un chicco di grano arriverà ad Hamas.

Claudia Carpinella, su InsideOver, spiega cosa prevede il piano di aiuti: ammassare i palestinesi in zone cosiddette umanitarie, cioè dei campi di concentramento, distribuire a essi una “quantità minima di cibo“, come ha specificato Netanyahu, sincerandosi, tramite il riconoscimento facciale, che gli aiuti siano dati solo ai civili e non ad Hamas.

Se si tiene presente che l’accusa usata per bandire da Gaza e Cisgiordania l’Unwra (l’Agenzia dell’Onu per l’assistenza ai palestinesi), secondo la quale tale Agenzia, con i suoi 12mila operatori, era una sorta di dependance di Hamas, non aveva alcun fondamento, come riconosciuto dalla comunità dell’intelligence Usa, si può facilmente prevedere, a meno di sviluppi positivi, che il numero degli esclusi dagli aiuti sarà alto…

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