Dopo una infausta stagione di approssimazioni a causa della vacanza per oltre un anno del Direttore Generale e per oltre due e mezzo del Direttore Scientifico, l’Irccs Crob sembra risalire la china verso un futuro virtuoso. È inconfutabile il cambio di passo dopo la nomina del DG Massimo De Fino (15.12.2023) e dopo quella del DS Carlo Calabrese (19.6.2025). Pur fra contraddizioni, propaganda, selfie e annunci ripetitivi sul cosiddetto programma denominato Tecnocrob, annunciato in primis il 21.4.2023, poi esaltato l’8.4.2024 nel corso del Tour preelettorale per le regionali, che ha visto la presenza di ben quattro Ministri della Repubblica a sostegno del Centrodestra, senza che assumessero impegni per nuovi finanziamenti. Il programma Tecnocrob già finanziato con 20 milioni di Euro, 10 sborsati dalla Regione e 10 dallo stesso Crob, secondo quanto emerso lo scorso 10 aprile nel corso dell’evento denominato – Open Day TecnoCrob – ha visto finalmente il suo completamento. Infatti oggi, all’interno dell’Istituto sono presenti e funzionanti attrezzature all’avanguardia: – un robot chirurgico Da Vinci per la Chirurgia, una PET/TC di ultima generazione e una Spect/Tc per la Medicina Nucleare, due TAC e un angiografo di ultima generazione per la Diagnostica per Immagini, un acceleratore lineare di ultima generazione per la Radioterapia e un sequenziatore di nuova generazione NGS per la ricerca e la diagnosi onco ematologica. Si tratta di un cospicuo potenziamento che ha già segnato risultati considerevoli anche sul versante del rilancio dell’attività clinica, come hanno ampiamente diffuso i mezzi di comunicazione nell’ultimo periodo, consolidando il ruolo del Crob come polo di eccellenza, non solo nel contesto sanitario regionale, ma anche tra i Centri di Ricerca, all’avanguardia nel panorama oncologico nazionale. A favorire questo percorso di potenziamento e rilancio del Crob, non è stato secondario l’apporto della direzione e l’organizzazione dei programmi di ricerca affidata al Prof. Carlo Calabrese, giunto nel momento opportuno, per salpare l’ancora di una nave che rischiava di arenarsi, nonostante l’impegno e gli sforzi profusi dal suo predecessore, Prof. Alessandro Sgambato. Quest’ultimo, a mio avviso, costretto alle dimissioni, per le incertezze che incombevano sul futuro dell’Istituto, per responsabilità politiche ed amministrative e per l’ostruzionismo di settori influenti della sanità lucana, storicamente avversi al decollo dell’Irccs Crob, per ambizioni di potere, miopia e scarsa lungimiranza dello sviluppo complessivo del SSR. Ma, al bando il passato, quella che oggi va esaltata, è la notizia relativa al Decreto ministeriale firmato lo scorso 22 luglio con il quale il Ministero della Salute ha riconfermato ufficialmente al Crob la titolarità di Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico in campo oncologico. Ciò è avvenuto dopo una procedura di riscontro dei parametri stringenti previsti dalla legge, sottoposti al vaglio di una autorevole Commissione ministeriale, dando corso il 14.7.2025 alla prevista “site visit”, che vide, fra l’altro, un evento pubblico organizzato dalla direzione del Crob, prima ancora che la Commissione si pronunciasse… Un pronunciamento che avviene attraverso Decreto Ministeriale, di solito rilasciato, nell’arco temporale – due o massimo sei mesi – dopo la “site visit”, per il Crob ci sono voluti 12 mesi e otto giorni… Come diceva un grande della “Balena Bianca” – a pensare male non si fa peccato – si è trattato di ritardi per difficoltà da recuperare? Se sì, mi auguro che siano stati recuperati brillantemente, oppure è prevalsa come spesso accade, la logica elettoralistica, ritardando il più possibile il Decreto verso le prossime elezioni politiche? Potrebbe essere questa un’ipotesi plausibile, per favorire la corsa verso il Senato del Generale Bardi, così come si paventa negli ambienti politici nostrani. Fatta questa disamina di date e di fatti accaduti e delle loro implicazioni con la propaganda, alla ricerca di consensi elettorali, come ex dipendente del Crob, plaudo a quanti si sono prodigati seriamente, per il risultato conseguito, parlo dei dirigenti, del personale medico e paramedico, dei ricercatori delle figure tecniche amministrative ed ausiliari. Ma soprattutto plaudo chi ha operato ed opera con dedizione e impegno, spesso in condizioni di difficoltà per carenze strutturali, organizzative e di personale, che ancora permangono. Ora, per far volare alto l’Irccs Crob, necessita un maggiore impegno, e come ha sottolineato a più riprese il Direttore Scientifico – sviluppare ulteriormente l’integrazione tra l’attività assistenziale e quella di ricerca, adeguare la struttura organizzativa per renderla più aderente alle finalità di ricerca, alla valorizzazione del personale con l’affidamento di funzioni di responsabilità di linee e al rafforzamento delle collaborazioni con altri Enti del Servizio Sanitario, con Università ed Enti Pubblici di ricerca nonché con partner scientifici e industriali nazionali e internazionali.
Gennaro Giansanti
Ex dipendente Irccs Crob
