La cattura in Ucraina di tre alti ufficiali inglesi in servizio attivo e senza alcuna copertura come mercenari oppure “osservatori” è la dimostrazione lampante del pieno ingaggio della Nato nella guerra, ma anche del fatto che questi tecnici di morte non si aspettavano che i russi avanzassero così rapidamente: il che li rende molto problematici come tecnici. Eppure il nostro grado di sottomissione psicologica è tale che quando sentiamo parlare di istruttori siano essi britannici, americani, francesi e tedeschi, pensiamo immediatamente alla terribile capacità, forza, addestramento che essi rappresentano. Ma in realtà sono proprio loro che le hanno prese dai russi, anche quando questi ultimi avevano sul campo la metà della truppe rispetto alla carne da cannone ucraina. Ed è abbastanza ovvio che sia così: questi esperti non hanno mai combattuto una guerra vera e semmai si servono della truppe a perdere di Kiev per sperimentare le loro tattiche e i sistemi bellici sulla pelle altrui. Con scarsissimo successo tanto che proprio il ministero della difesa era fallita a causa dei cespugli troppo alti. Tuttavia se le cose non vanno bene non è colpa loro, è che non funzionano come dovrebbero e come è scritto nei loro manuali.
Sono insomma dei falliti e spesso degli incapaci che indossano gli abiti del miles gloriosus, si sono dedicati nella loro carriera esclusivamente a guerre coloniali contro truppe poco armate e non dotate di aerei o armi corazzate o cannoni: un gioco facule tra uno stupro e l’altro, tra una partita di droga da smistare e un’ammazzatina tanto per gradire. Eppure che paura che ci sono i consiglieri occidentali. Che dimostrazione di forza se Trump mette in allerta due sottomarini che sono peraltro in allerta fin dagli anni “60. Che timore di fronte a esperti Sua Maestà che in tre anni hanno tentato in tutti i modi di far fuori il ponte di Crimea e non ci sono riusciti, salvo uccidere dei bagnanti. Ma questo è proprio il loro mestiere, quello cha attuano fin dal dal tempo della Compagnia delle Indie: tradimenti, sabotaggi, assassini, attentati, corruzione sono l’acqua in cui sguazzano. Im compenso una intera squadriglia di caccia di cinesi ha sorvolato il mar del Giappone, una delle aree più densamente sorvegliata del pianeta, senza essere scorta da nessun radar, laddove gli “invisibili” F35 vengono invece subito tracciati.
Ciò che è importante è conservare la gigantografia occidentale anche se appesa a un muro cadente, anzi lo nasconde e rassicura i propri cittadini che così non si allarmano e pensano che il gioco sia sempre in mano loro. Così si lasciano depredare più facilmente e non si accorgono che la vera guerra è contro di loro. Lo si vede benissimo anche in questo uso armato dei dazi che collocano Trump in uno spettro patologico affine al disturbo antisociale di personalità: perché è pur vero che queste misure possono mettere in difficoltà le aziende europee, ma alla fine si tradurranno in maggiori costi proprio per gli americani. in inflazione selvaggia e crisi ulteriore del dollaro. Eppure oggi l’inquilino della Clinica Bianca -tanto vale chiamarla così dopo Biden e Trump, prima e seconda edizione – ci minaccia di alzarli al 35% per cento se per caso gli europei non investissero 600 miliardi di dollari negli Usa, cosa peraltro che non si capisce come possa essere realizzata. Il suo scopo è quello di creare danni agli altri piuttosto che vantaggi per se stesso, visto che non tollera dissensi e capisce ben poco del mondo che lo circonda. Se ne è accorto con la Cina che ha bloccato l’esportazione delle cosiddette terre rare, elementi essenziali e insostituibili non solo per l’elettronica di consumo, ma in particolar modo per le armi che adesso gli Usa non potranno più costruire una volta finite le scorte. Ora non è che le terre rare siano davvero rare, ma tutta la filiera per l’estrazione e la purificazione è molto complessa e costosa e non può essere improvvisata: ci vorranno anni per sostituire i prodotti cinesi e il loro costo sarà ventuplicato se tutto va bene. Chiamate gli infermieri.
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