Per uno scherzo del destino che s’intrufola anche nelle parole e nelle sigle, abbiamo Eu e Ue, dove il primo acronimo significa in spagnolo Estados Unidos, anche se la forma ufficiale, non diversamente dall’italiano, prevede per il plurale il raddoppio delle lettere, ovvero EEUU. Il secondo sappiamo cosa significa in tutti i sensi. Gli Eu rappresentano uno stato corsaro, nemico numero uno del pianeta, la Ue invece è il complice sfortunato che si becca le mazzate e le pallottole. E soprattutto tace di fronte agli appuntamenti della storia. Dopo aver demonizzato Trump per quasi due anni, adesso che l’uomo ha dimostrato di che pasta è fatto, sembra che Bruxelles non abbia nulla da dire sul rapimento del presidente Maduro e ancor più sull’intenzione esplicitamente espressa da parte della Casa Bianca di gestire in proprio il Venezuela. Solo dichiarazioni attendiste o ridicole come quella della von der Leyen che quasi accusa Putin di aver attuato l’azione banditesca. Non capisco come non si possa provare un totale disgusto verso questi burattini, dotati di un cervello da gallina perché uno appena un po’ più grande sarebbe sprecato per chi ha l’unica funzione di obbedire ai propri padroni, visibili e occulti.
Eppure da dire ce ne sarebbe e molto. La prima cosa è che il rapimento di Maduro, realizzato attraverso la corruzione dei militari, era tra le poche cose che gli Usa potevano permettersi: il Venezuela è grande, in gran parte montagnoso e ricoperto dalla giungla: un’invasione sarebbe costata troppe vittime ad un’amministrazione che si è presentata come portatrice di pace. Sarebbe durata in ogni caso troppo per non logorare la Casa Bianca e non richiamare rinforzi e forniture di armi da parte degli antagonisti. In realtà alcuni reparti russi erano già presenti in Venezuela, ma ancora non si capisce bene se non siano intervenuti di proposito o se sia stato lo stesso Maduro a preferire di farsi difendere dai militari della base in cui spesso si rifugiava e nella quale è stato catturato, grazie al tradimento. Ad onta di questo, le enormi manifestazioni che si stanno svolgendo in Venezuela e che sono accuratamente censurate dalla stampa occidentale, fanno comprendere che la destabilizzazione del Paese sarà un bel problema per Washington e probabilmente non permetterà uno sfruttamento a fondo del petrolio e delle altre risorse minerarie, come avrebbe potuto garantirlo un normale accordo commerciale, magari un po’ forzato. Quale grande multinazionale investirà miliardi dentro una situazione incandescente? Il che ci fa comprendere come la violenza sia connaturata al Paese eccezionale, la sua via maestra, anche quando la convenienza nel fare i gangster sia dubbia .
Ora molti trumpiani civilizzati – non parlo dei beoti che inneggiano alla democrazia contro il comunismo, perché sono veramente l’ ultimo livello prima delle scimmie non antropomorfe – dicono che il colpo di mano è stato fatto in accordo con Russia e Cina nell’ambito di una spartizione del potere che concederebbe agli Usa mano libera in America Latina. Ma ovviamente questi sono discorsi da bar: la partita a scacchi è molto più complicata di così e di certo i Brics, Russia e Cina in testa, non lasceranno tutto il Sud America in mano agli Usa, tanto più che uno dei membri più importanti è il Brasile. Ma che ci sia una sorta di trattativa sotto pelle è innegabile anche se i suoi esiti cambiano di giorno in giorno. Soprattutto non si capisce bene quale sia, in questo quadro, il ruolo e il destino dell’Europa che sarà ben presto investita dall’appropriazione indebita della Groenlandia, dopo aver subito i dazi ed essersi suicidata economicamente con le sanzioni alla Russia. Appare come un corpo morto e senza vita propria: accetta ogni cosa dagli Usa e sembra protestare solo quando questi ultimi non sono abbastanza disposti alla guerra.
Eppure proprio in questo nuovo quadro che si va formando e che sta cancellando gli assetti creatisi dopo la seconda guerra mondiale, si potrebbe aprire la possibilità per il continente di sfuggire alla servitù statunitense e conquistarsi uno spazio autonomo dentro il nuovo mondo in formazione. Invece, grazie alla Ue, esso sembra ancora più fortemente allineato nel vedere come nemici i Brics e distruggere così ogni possibilità di iniziativa geopolitica ed economica. Di fatto è ridotto a uno spazio che gli Usa continuano ad occupare giusto per non cederlo ad altri e succhiandone nel frattempo le residue risorse. In più dentro questo collasso alcuni Paesi, come Francia e Germania, cercano di conquistare una sorta di egemonia da poveri sugli altri. Addirittura in Francia si parla di annettersi il Nord dell’Italia. Saranno anche fantasie, ma testimoniano perfettamente della situazione di confusione e angoscia in cui viviamo. La Ue è questa roba qui, come fossimo nel peggior bar di Caracas.
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