Il terremoto del 1980 diventa memoria viva, testimonianza collettiva, racconto umano e storico affidato alle voci di chi quella notte l’ha attraversata. È questa l’anima del progetto narrativo costruito dall’attore e regista potentino Andrea Manicone: un’opera che intreccia documentazione, ricostruzione storiografica ed esperienze personali per analizzare in modo completo una delle ferite più profonde della Basilicata. L’obiettivo è trasmettere immagini, testimonianze ed emozioni ai più giovani, in un tempo in cui il rischio più grande non è soltanto dimenticare la tragedia, ma perdere la memoria di ciò che quella tragedia ha cambiato per sempre. Il racconto attraversa la Basilicata prima del terremoto, il momento della scossa, i giorni dell’emergenza, il post terremoto e la lunga stagione della ricostruzione. Non una semplice cronologia dei fatti, ma un viaggio nella trasformazione sociale, economica e culturale di un’intera regione. Gaetano Fierro racconta la città che ha amministrato prima e dopo il terremoto. Ezio De Carlo racconta Balvano e il cambiamento avviato con la ricostruzione. Donato Summa affronta l’esperienza personale e dell’imprenditoria nata nel post terremoto, mentre Vito Grosso analizza il ruolo dei sindacati e del lavoro in quella fase drammatica di ricostruzione. Uno spazio importante è dedicato anche al giornalismo. Giuseppe Fiorellini intreccia memoria personale e racconto dell’informazione, Renato Cantore ricorda l’attività giornalistica prima e dopo il terremoto, mentre Piero Badaloni offre il punto di vista di un inviato Rai che ha raccontato il terremoto in Basilicata. La presenza di Piero Badaloni rappresenta uno dei momenti più significativi del progetto. Storico volto del Tg1, inviato Rai e già presidente della Regione Lazio, Badaloni è stato tra i giornalisti che hanno raccontato sul campo alcune delle pagine più drammatiche della storia italiana contemporanea. La sua testimonianza restituisce il clima di quelle ore e il ruolo dell’informazione durante una delle più grandi emergenze nazionali del dopoguerra. L’opera si arricchisce inoltre del contributo scientifico di Felice Ponzo, che affronta il terremoto dal punto di vista geologico, e della testimonianza di Gennaro Straziuso, che ricorda l’esperienza vissuta come primario di chirurgia d’urgenza durante le ore dell’emergenza. Rosario Avigliano propone infine una riflessione sulla visione storica dei lucani e sul rapporto tra identità collettiva e terremoto. A guidare lo spettatore lungo la narrazione sono anche gli inserti recitati realizzati da Andrea Manicone insieme al figlio, pensati come un filo emotivo capace di accompagnare il racconto e collegare memoria privata e memoria pubblica. Completano il progetto le immagini provenienti dalle Teche Rai, che restituiscono tutta la forza visiva di quei giorni e contribuiscono a trasformare il lavoro in un documento di memoria collettiva destinato a parlare anche alle nuove generazioni. La conferenza stampa di presentazione, alla quale, oltre al regista, parteciperà anche Badaloni, si terrà alle ore 11 di domani 7 maggio nella Sala A del Consiglio regionale della Basilicata, a Potenza.