An Israeli man shows his son how to work a machine gun during a traditional military weapon display to mark the 66th anniversary of Israel's Independence at the West Bank settlement of Efrat on May 6, 2014 near the biblical city of Bethlehem. Israelis are marking Independence Day, celebrating the 66th year since the founding of the Jewish State in 1948 according to the Jewish calendar. AFP PHOTO/GALI TIBBONGALI TIBBON/AFP/Getty Images (Newscom TagID: afplivefive782729.jpg) [Photo via Newscom]
Durante la presentazione del nuovo rapporto di Francesca Albanese, in cui la relatrice presso le Nazioni Unite ha accusato Israele di genocidio e 63 Stati di complicità nel crimine perpetrato dal regime sionista, il rappresentante israeliano Danny Danon si è rivolto alla relatrice Onu esternando la matrice socio-criminologica delinquenziale dell’entità sionista: “Signora Albanese, lei è una strega. Questo rapporto è un’altra pagina del suo libro degli incantesimi. Ogni accusa è un incantesimo che non funziona, perché lei è una strega fallita. Possano le sue maledizioni continuare a ritorcersi contro”. Un’espressione che, in una prospettiva socio-criminologica, svela la natura del regime sionista: un sistema di potere che, estremizzando il pensiero di Leo Strauss, proietta il fascismo-talmudico nel ventunesimo secolo.
L’ideologo Leo Strauss, ebreo sionista sovvenzionato dalla Fondazione Rockefeller, sistematizzò negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso la costruzione di una dittatura liberal-globalista mondiale sotto l’egida del gendarme nord-americano: secondo Strauss, gli ebrei per impedire una nuova Shoah, avrebbero dovuto edificare una distopia neoliberale pan-planetaria. La verità storica è ben diversa: Hitler, approfondendo il razzialismo puritano e la dottrina degli “spazi vitali”, volse l’imperialismo tedesco contro lo Stato proletario sovietico, il primo Stato multietnico della storia il quale ebbe il merito storico di “chiamare i popoli colonizzati a rompere le catene della schiavitù neocoloniale”, menzionando le celebri parole del bolscevico Karl Radek. Soltanto all’interno della logica del “giudeo-bolscevismo”, “idealismo pervertito” utilizzando la terminologia della moderna criminologia, si spiega la Shoah: la borghesia anglofona e la Fondazione Rockefeller sovvenzionarono la propaganda hitleriana, preparando la distruzione degli ebrei in Europa. Rilanciando la dottrina sulla conquista degli “spazi vitali”, Israele attraverso la costruzione della “Super-Sparta” configura geopoliticamente il nazismo del ventunesimo secolo.
Il 27 aprile 2025, l’ex senatore statunitense Norman Coleman ha dichiarato, con aria seria, che “i padroni dell’universo sono gli ebrei”, parlando al summit organizzato dalla lobby sionista a Gerusalemme: “E se ci pensate bene, i padroni dell’universo sono ebrei! Abbiamo Altman alla OpenAI, abbiamo [il fondatore di Facebook Mark] Zuckerberg, abbiamo [il fondatore di Google] Sergey Brin, abbiamo un gruppo che copre tutti i settori. Jan Koum, sapete, ha fondato WhatsApp. Siamo noi” 1. Secondo Coleman, la “battaglia digitale” ovvero l’egemonizzazione del digital law e la conquista del cyber-space, dovrà essere la prossima battaglia dell’imperialismo israeliano. Una “Super-Sparta” di conigli che, contro il popolo palestinese, ha consumato un infanticidio con il massimo della vigliaccheria.
La natura tribale della crudeltà sionista
La follia nazi-sionista fonda le proprie radici in alcuni passi del Talmud, la giurisprudenza rabbinica che, a differenza del Nuovo Testamento (soprattutto nella rilettura di Simone Weil) e dell’Islam (principalmente nella rilettura sciita), non ha nessuna apertura universalista. Come hanno osservato eminenti studiosi, fra cui Israel Shahak, la Bibbia ebraica ed il Talmud riflettono il tribalismo di un antico popolo colonizzatore. Leggiamo:
“– I Giudei sono esseri umani; le altre persone del mondo non sono esseri umani, ma bestie.
Baba Mezia.
– Nonostante le persone del mondo somiglino esteriormente ai Giudei, loro sono in effetti solo come scimmie paragonate agli uomini.
Schene Lucohoth Ha’berith.
– Le anime delle persone non-Giudee vengono dal Diavolo e sono anime come quelle che hanno gli animali e il bestiame. Il seme dello straniero (si riferisce ai figli) è anch’esso seme di bestia (figlio di bestia).
Schefla Tal. 4.2, Memachem, page 53, F. 221.
– Le case di Goym sono le case degli animali.
Leb. Tob., 46. 1.
– I matrimoni tra Gentili non sono dei veri legami: la loro coabitazione è come tenere cavalli in coppia, pertanto i loro figli non sono umanamente legati ai loro genitori.
Schulchan Aruch”
Il cinismo del governo israeliano nella perpetrazione del genocidio palestinese affonda le radici nella disumanizzazione dell’altro degradato a “non uomo”, quindi “idealismo pervertito” in termini criminologici, un aspetto che fa dell’élite ebraica una delle prime classi sovrastanti (per dirla con Fidel Castro) ed imperialiste della storia umana.
In una prospettiva socio-criminologica, il governo israeliano somiglia ad una setta satanica: persegue il “male per il male” sistematizzando una guerra di distruzione rivolta all’idea stessa di Civiltà. Netanyahu, il grande Hitler del nostro tempo, è un serial killer, contestualizzando il termine nella letteratura sociologica.
Il genocidio di Gaza, come la programmata guerra d’aggressione imperialistica all’Iran, trova il supporto di circa l’80% della popolazione israeliana: un popolo intero che abbraccia l’ideologia nazista. Rovesciando le parole di Bertolt Brecht: il popolo israeliano è stato davvero fascistizzato se non nazistizzato. Scrive Gilad Atzmon:
“Tuttavia, ciò che vediamo a Gaza non ha nulla a che fare con la Banalità del Male. A Gaza, è l’opposto del “conformismo burocratico”. Ciò che vediamo nel Genocidio di Gaza è un Entusiasmo Satanico Collettivo che si estende a livello statale, da un muro all’altro.” 2
Sempre in una prospettiva socio-criminologica, il governo israeliano persegue questa sorta di “satanismo luciferino” coniugando la teologia inversa di Belzebù con i deliri suprematisti della Bibbia ebraica, mentre il popolo israeliano è indottrinato al “satanismo acido”: una società cocainista, in preda a droghe, alcol e che coltiva sistematicamente la cultura della morte.
Israele ha superato la rilettura “socialdemocratica” del fascismo; non è soltanto “banale” (come avrebbe detto Hannah Arendt), colonialista e neo-imperialista (per dirla con James Petras), ma si connota sempre più come un regime terroristico. Contempla un’ideologia di conquista su basi etniche, minacciando l’integrità (statale, non soltanto etica) del pianeta. Riallacciandomi alla letteratura marxista, in questa congiuntura storica si caratterizza come il “nemico principale”.
Stefano Zecchinelli
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