sabato, 12 Giugno 2021
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Funivia di Monticchio, e lo sviluppo del Vulture

Ne ho parlato al presidente Bardi nel corso del nostro incontro nel suo ufficio in Regione. Con noi era presente il dott. Gianpiero Perri, già direttore generale dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Potenza, un ruolo che Perri ha ricoperto con importanti risultati in termini di immagine della Basilicata e di riscontri evidenti per importanti flussi turistici a seguito del suo lavoro di promozione dei nostri territori. Ma di questo potremo parlare più a fondo in sedi successive.
Dicevo della funivia di Monticchio. Mentre ne parlavo, ho notato un interesse, per la verità inatteso, verso la possibilità di ripristinare quel servizio. Gli ho anche detto che avrebbe legato il suo nome a questo territorio, il nome della famiglia Bardi, un buon nome per la nostra zona, che ha giovato non poco alla sua elezione a presidente della Regione Basilicata.
E’ bene ricordare che la Funivia di Monticchio è legata al nome di un politico importante di Rionero, Enzo Cervellino, amico, molto amico del presidente del Tribunale di Melfi, l’avv. Bardi. La funivia di Monticchio è legata ad Enzo Cervellino perché fu proprio lui, a quel tempo segretario provinciale della Dc ed assessore provinciale, a rendere possibile questa importante opera assolutamente innovativa per quei tempi. Era la volontà politica di realizzare un polo turistico in questa zona. E si è reso possibile attraverso impegni finanziari pari al 50 per cento gravanti sull’Amministrazione Provinciale, al 25 per cento sul Comune di Atella e al 25 per cento sul Comune di Rionero.
L’opera è stata realizzata nel 1964 dalla ditta Holzl, ora Doppelmayr, di Merano. In alto, sul Vulture, partiva da quota 1242 metri a quota 562 a Monticcio, lunghezza 2757 metri, pendenza massima 23 per cento, con 3 piloni da sostegno oltre alle due stazioni di arrivo e di partenza, portata massima 15 persone in cabina, velocità 7 metri al secondo, diametro fune portante 32 millimetri, diametro fune traente 17 millimetri. In 10 minuti – uno spettacolo della natura che dall’alto mostrava i laghi e i boschi tutt’intorno – dal Vulture si scendeva ai laghi, dai laghi si saliva sul Vulture. E in alto, un ristorante-pizzeria-ristoro affollatissimo, gestito dal buon Varlotta, Splendòr: il suo sorriso aperto e la sua simpatia rendevano la pizza ancora più gustosa e la sua cucina più attraente e gradevole. Ce ne sono di cose buone nel mondo e qui da noi che possono essere ammirate e rinnovate. Rimettere in piedi la Funivia di Monticchio si deve e si può. Mi diceva il caro preside Enzo Cervellino “La politica cammina sulle gambe degli uomini”. Abbiamo allora bisogno di donne e di uomini buoni. Non è male il presidente Bardi come uomo serio, onesto, laborioso. Ve lo dice uno che non è del suo partito come tutti sapete. Il nome dei Bardi è legato a questo territorio e lo sappiamo. Questo presidente, Vito Bardi, di tanto consapevole, può fare molto, per le molte competenze e le molte responsabilità che sono prerogative della Regione Basilicata.
E allora, ridate a questo territorio ciò che era nostro e ci è stato scippato: ridateci la Funivia di Monticchio, e ridateci il Tribunale di Melfi.
Pasquale Tucciariello – Centro Studi Leone XIII

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