La mitologia narra che il gigante Anteo, figlio di Gea, prendesse forza dalla terra e così ogni volta che veniva atterrato da qualcuno, riprendeva vigore e potenza. Ercole per ucciderlo dovette sollevarlo da terra e soffocarlo con la forza delle braccia. Ma Ercole non c’è più e allora come liberarsi degli Antei che infestano le terre occidentali? Ogni volta che prendono una batosta si rialzano più forti di prima. Cade il governo francese sommerso dai no alla manovra lacrime e sangue che era stata annunciata? Ed ecco pronta la soluzione, scaturita dalla mente di Macron che a dimettersi o a indire nuove elezioni non ci pensa nemmeno: al posto di del primo ministro Bayrou, ci sarà, con il 90 per cento delle probabilità, un governo tecnico con a capo l’attuale governatore della Banca di Francia, François Villeroy, per giunta proprietario della nota fabbriche di ceramiche dalla quale non si esclude che possa uscire in futuro un servizio di piatti e tazzine ispirati alla von der Leyen. Insomma quello che ha di fatto dettato la manovra sulla quale è caduto l’esecutivo, è il probabile nuovo capo di governo. Monti e Draghi insegnano. Il maligno gigante del neoliberismo e del globalismo inciampa, ma ecco che torna più forte di prima e tutte le volte con meno intermediari.
Similmente in Argentina l’uomo con la motosega, Javier Milei, ha subito una devastante sconfitta elettorale alle urne nella provincia di Buenos Aires che rappresenta il 40 per cento dell’elettorato nazionale. E il 26 ottobre ci saranno le elezioni peril rinnovo parziale di Camera e Senato. Tuttavia Milei dichiara con una sfacciataggine senza confronto: “Non siamo disposti a rinunciare a un modello che ha ridotto l’inflazione dal 200 al 30% e che ci fa crescere al 7%. Se abbiamo commesso errori li analizzeremo”. In realtà si tratta di un serpente che si morde la coda perché i guai dell’Argentina derivano esattamente dal contesto ideologico di cui Milei si è fatto campione estremo: ovvero le privatizzazioni selvagge, spesso da parte di colossi americani, dentro un sistema che, come quello italiano, prevedeva una forte presenza dello stato nell’apparato produttivo. Da quanto tutto questo è iniziato, ovvero alla fine del secolo scorso, il Paese non ha avuto più tregua: inflazione, povertà estrema, distruzione del welfare. E tra l’altro ha avuto una crescita superiore al 10 per cento quando qualche precedente governi ha tentato di invertire la rotta. Oltretutto queste svendite statali hanno causato il trasferimento del potere reale in poche mani, ovvero in quelle dei grandi elettori dell’uomo con la motosega. Si, l’inflazione è diminuita, ma con lo stesso andamento con cui è aumentata la disoccupazione e la povertà. È dovuta semplicemente allo stato di carenza in cui si trovano milioni di persone. Milei rappresenta insomma i grandi sfruttatori locali e internazionali che hanno tutto l’interesse a fare dell’Argentina carne di porco. E vedrete che alla fine la spunterà, nonostante lo scandalo per corruzione che ha travolto la sorella del leader, peraltro nominata a suo tempo capo di gabinetto della presidenza. Rubava i fondi destinati ai disabili, ma immaginiamo che la motosega del presidente serva anche in queste situazioni.
I poteri finanziari internazionali sono in grado insomma di controllare le situazioni di crisi che genera la loro ideologia, modulando opportunamente la loro azione, minacciando o colpendo i reprobi e i recalcitranti: Italia e Grecia sono due esempi di scuola di tali modus operandi. L’elettorato a volte reagisce, altre volte si rassegna, ma conta sempre meno anche a causa del martellamento mediatico che impedisce a molti di trovare una bussola, per cui basta qualche slogan e qualche parola d’ordine per indurre ad agire contro i propri stessi interessi. Riusciremo mai a sollevare questi giganti dalla terra da cui prendono forza oppure ad erodere lo stesso terreno sul quale agiscono? Sì, probabilmente, ma solo all’interno di un nuovo ordine mondiale. Ed ecco perché questo è così temuto dai poteri occidentali: non avrebbero più la terra dalla quale riprendere forza.
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