Oggi la von der Leyen dovrebbe affrontare addirittura due mozioni di sfiducia al Parlamento europeo. E dico dovrebbe perché di certo la signora della guerra e delle trattative private non può temere nulla di serio da un’assemblea che dovrà esprimersi con voto palese e la cui composizione le garantisce di uscire indenne da questa prova. Del resto tutto il meccanismo istituzionale europeo è studiato apposta perché nessuna Commissione, ossia nessun esecutivo non eletto, possa mai essere mandato a casa dal Parlamento: l’unica volta che è successo è perché la Commissione stessa si è dimessa in blocco. Ma mentre va in scena questa ennesima farsa, si prepara una commedia ancora più inquietante, ossia l’affannosa ricerca di 140 miliardi di euro per tenere in piedi l’Ucraina, il che dimostra che ormai la guerra è l’unica ragione di esistenza dell’Ue e che gli impiegati a cottimo delle oligarchie non vedono altra strada per salvarsi dal disastro in cui ci hanno gettati.
Si tratterebbe di 51 miliardi per sostenere il bilancio di Kiev e di altri 80 e passa per armi e munizioni. Ma questi sono conti che risalgono a qualche mese fa: da allora la situazione è degradata in maniera impressionante e l’ Ucraina non è altro che l’immenso sudario dietro cui si nasconde la Nato. Le infrastrutture non esistono più, gli uomini scarseggiano, la Russia avanza con lentezza, ma con determinazione, la stessa popolazione non ne può più e tuttavia questo cadavere viene usato come se fosse vivo, sostenendo che si alzerà dall’avello, in cui è stato ridotto, per scacciare i russi. Sono palesemente tutte sciocchezze che una razza padrona racconta e si racconta per allontanare il momento del redde rationem che incombe e per tentare il grande azzardo della guerra aperta contro Mosca che paradossalmente è l’unica via di uscita anche per ridurre al silenzio e all’ubbidienza popolazioni che vengono saccheggiate e impoverite ogni giorno di più. Se qualcuno avesse qualche dubbio in proposito basta ascoltare i deliri della stessa von der Leyen che attribuisce alla Russia attacchi informatici, distruzione di cavi sottomarini e oleodotti, maligne influenze elettorali, vale a dire esattamente ciò che proprio fa Bruxelles. Romania e Moldavia ne sono la palmare dimostrazione. E la baronessina conclude queste sue farneticazioni sostenendo che ogni centimetro quadrato di territorio debba essere difeso e che “bisogna essere pronti ad uscire dalla nostra zona di confort.” Così invece di disinnescare la guerra la Ue passo dopo passo la sta invece preparando, dirottando i finanziamenti da sanità, scuola, welfare verso la produzione bellica, cosa che del resto è nello spirito di un costrutto politico nato proprio per distruggere lo stato sociale, divenuto ormai un peso per le oligarchie del denaro perché dannoso per l’accumulazione capitalista.
Il problema è che questi soldi nessuno li vuole cacciare e anche l’idea di rubare i fondi russi illegalmente sequestrati sta dando origine a una commedia delle parti che ha dell’incredibile, puro teatro dell’assurdo dentro il quale sono evidenti le forze centrifughe che si concretano con le crisi politiche che attanagliano la Francia e la Gran Bretagna, ma che si esprimono anche in maniera meno eclatante. Tanto per dirne una: il Belgio si oppone con tutte le sue forze a incamerare i 100 miliardi di euro russi che ha nelle sue banche perché teme future conseguenze legali. Tale posizione avrebbe “fatto infuriare” diversi leader dell’Ue, che sottolineano come il Belgio abbia contribuito relativamente poco al sostegno militare all’Ucraina, ma per placare le preoccupazioni belghe, la Commissione europea ha proposto di aggiungere una clausola che garantisca eventuali perdite derivanti dal furto attraverso garanzie “qualora la Russia non dovesse mai iniziare a pagare le riparazioni”. Nel mondo Alice di Bruxelles si immagina che sia il vincitore a pagare riparazioni che, al contrario, dovrebbero pagare i vinti. Questo restituisce perfettamente l’atmosfera di pura follia che si è instaurata a Bruxelles che vuole la guerra, ma non può farla, che cerca di azzannare, ma non ha denti ed è comunque assolutamente terrorizzata da una vittoria russa che si delinea sempre più. Ma, come fanno i codardi, affida ad altri il compito di morire per le oligarchie europee e alle rappresaglie contro i civili russi le sue speranze. Purtroppo la Russia non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. E questa, al punto in cui siamo, non è una bella notizia.
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