venerdì, 30 Luglio 2021
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Basilicata, concorso infermieri: tra discriminazioni (Crob) e mancata programmazione

di Redazione

Di recente, un comunicato dell’ASP ha reso noto che in Basilicata sta per partire il concorso unico regionale per infermieri e personale amministrativo in sanità. Queste, stando al comunicato, le disponibilità: su 142 infermieri da assumere, 110 tra San Carlo e ASP, 32 destinati all’ASM, mentre all’Irccs Crob, nessuno. Che tale concorso, non parta dai reali bisogni e criticità delle varie aziende, viene dimostrato dal fatto che all’Irccs-Crob non viene riservata alcuna assunzione. Difatti, in tale Istituto, la carenza di infermieri per il 2021, che scaturisce dalle cessazioni a vario titolo avutesi nell’anno 2020, è stato indicato in solo 5 unità (Infermieri che si sta procedendo ad assumere con la mobilità).

La riflessione su tale bando, però, al di là di tale premessa, deve esser questa: per quale motivo viene indetto un concorso solo in relazione alle esigenze del 2021, e non invece, tenendo conto della programmazione triennale, cosa che, del resto, le aziende sanitarie effettuano? All’irccs-Crob, ad esempio, a causa pensionamenti, tra fine 2021 e 2022, il fabbisogno di infermieri, risulta essere di almeno 20 unità. Di sicuro, un simile ragionamento può essere esteso anche per le altre aziende. Risulta chiaro, a questo punto, che l’analisi di tale questione, se ce n’era ancora bisogno, dimostra ancora una volta l’esistenza in questa Regione di scarsa cultura politico-sanitaria, che, di fatto, non risolve le criticità, e che, per giunta, discrimina alcune eccellenze, vedi Crob. Non si agisce tenendo conto di programmazioni, ma si cerca di tamponare le situazioni contingenti. Per di più, ciò dimostra, che il diritto alla salute, è un po’ lontano, per essere politicamente corretti, dal vocabolario politico della “politica regionale” (non di adesso, di sempre: le varie amministrazioni regionali si alternano, senza grandi differenze). Per allargare un po’ l’orizzonte, tale concorso, offre la possibilità di rimarcare, in sintesi, alcune azioni sanitarie della Regione Basilicata, in particolare, in relazione al Crob. La storia di tale istituto, a partire dalla data del suo riconoscimento Irccs (10marzo 2008) è strapiena di azioni che hanno teso al suo ridimensionamento; solo alcune: radioterapia a Potenza, e, adesso anche a Matera, contravvenendo alle linee guida in relazione all’utenza, depotenziamento di reparti, ecc.

Ma, la sanità, in generale, e per molti aspetti, in questa Regione è un tabù, e lo è davvero! Nessuno, credo, abbia mai osato fare approfondimenti circa la gestione dell’emergenza Covid, ad es. (non in merito all’operato dei sanitari, verso cui vi è il massimo rispetto). Si pensi, poi, per restare ancora in tema, che le azioni politico-sanitarie che regolarmente vengono effettuate contro il Crob, depotenziandolo, rischiano di determinare il non riconoscimento Irccs per l’unica eccellenza regionale; anche su ciò nessuno osa intervenire: a parte gli interventi del Vescovo del Vulture, a seguito di mobilitazioni di cittadini ed operatori di quell’Istituto, di circa 2 anni fa. Per l’Irccs, rimarchiamolo, è necessario riavviare i servizi (volutamente) depotenziati nel corso degli ultimi anni, e supportarne la ricerca, e, che sia finalmente hub della rete oncologica regionale (dopo recenti e discutibili disposizioni regionali, di fatto, solo in teoria).

Risulta chiaro anche un altro aspetto: contrastare in maniera perpetua, ed anche sfacciata l’unica eccellenza sanitaria (l’Irccs, appunto) di questa, per molti versi, “ridicola e sinistra Regione”, dimostra la pochezza culturale della politica, che, di fatto, accentrando tutto o quasi, a Potenza, ha semidistrutto la sanità regionale.

A riprova di quanto fin qui detto: mesi fa, vi è stato un incontro in Regione circa la costituzione della rete territoriale socio-sanitaria: tutti presenti, escluso il Crob.

Per concludere, e, per essere ancora politicamente corretti: ciò fa presagire l’esistenza di un disegno da parte di strutture regionali, che, oltre a semidistruggere tutte le altre strutture sanitarie, tende ad escludere e discriminare l’unica eccellenza sanitaria della Basilicata (l’Irccs-Crob). Si spera davvero, che questa del concorso sia stata una disattenzione dovuta alla superficialità e alla mancanza di una programmazione più ampia, e, che si metta riparo al più presto. Si spera, ancora, che non vi siano altre discriminazioni, altrimenti sarà dimostrato il pensiero di Agatha Christie, secondo cui: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova»; VERSO L’IRCCS, a dire il vero, gli indizi sono decine, quindi, senza sprecare ancora inutili parole, tale discriminazione, oramai, è ” A CARATTERE SCIENTIFICO”!

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