Ieri i russi hanno completamente distrutto il terminal marittimo Olimpex di Odessa, da poco passato a due società americane dopo che Zekensky aveva opportunamente fatto arrestare il precedente proprietario per facilitare l’operazione: il messaggio di Mosca è stato chiaro e persino brutale. Significa: non pensiate di mantenere le posizioni che le corporation americane hanno acquisito in Ucraina, perché saranno ridotte in polvere. Credo che gli Usa non abbiano mai ricevuto un avvertimento così esplicito dal 1812 in poi. Del resto essi hanno commesso un grave errore nel rivelare la loro debolezza, prima chiedendo, anzi imponendo, alla Ue di compre armi americane da mandare a Kiev e poi di inserire nella legge che concede a Trump di mettere dazi fino al 500 per cento contro chi dovesse commerciare con la Russia, una clausola secondo cui questi dazi verrebbero tolti qualora i Paesi in questione mandassero armi in Ucraina. Si tratta di qualcosa di pazzesco che tuttavia testimonia la disperazione di Washington e che rivela l’estrema debolezza degli Usa che non hanno più armi da mandare a meno di non sguarnire del tutto il loro stesso apparato militare.
Probabilmente qualche Nando Mericoni, privo totalmente dell’ironia con cui Sordi ha costruito il personaggio, non potrà credere che l’onnipotente America si trovi in queste condizioni e che cerchi in ogni modo di ottenere un cessate il fuoco che salvi l’Ucraina e perciò la loro faccia. Tuttavia è proprio il sistema marcio di cui sono testimonial universali che ha portato a questa situazione. I tentativi di Trump di riportare un po’ di manifattura in Usa sono enunciazioni prive di un reale possibilità di realizzazione in tempi brevi o anche medi, anzi sono del tutto impossibili se non cambia il contesto. L’economia americana e purtroppo ormai anche gran parte di quella europea, è infatti fondata sul consumo compulsivo e non dispone dei meccanismi necessari per smettere di consumare e iniziare a produrre perché dà la priorità al mantenimento di uno stile di vita che non può essere cambiato senza enormi scossoni politici. Tutto il denaro se ne va in questo e non al mantenimento delle infrastrutture e delle strutture produttive che così diventano fatiscenti. Il risultato è un circolo vizioso in cui una nazione consuma sempre di più ciò che non produce, mentre produce sempre di meno: man mano si perdono le competenze e chi sapeva fare esce dal ciclo produttivo lasciando spazio a nuove leve la cui precipua attività è quello dell’uso di gadget, della conoscenze di palestre, della gestione di un sapere sempre sommario o l’invenzione di fantasiose cariche all’interno del mondo del lavoro per nasconderne le realtà più modeste.
Così Il debito estero e il deficit interno continuano ad aumentare, finché non possono più farlo. Il “Big Beautiful Bill”, appena approvato da Trump, aumenta il limite del debito federale di 5.000 miliardi di dollari. Non importa se questo tradisce tutto ciò che Trump presumibilmente rappresentava: non si può fare diversamente. E questo ci porta alla trappola del dollaro che ha avuto una clamorosa conferma nelle parole del governatore della Federal reserve, Jerome Powell il quale ha dichiarato che il debito è ormai insostenibile. Quando mai abbiamo sentito un banchiere centrale dire una cosa simile? D’altra parte ; abbassare i tassi e fare un nuovo quantitative easing per abbattere il valore del dollaro in maniera da poter ridurre il valore reale del debito, significherebbe non solo dare il via a un’enorme inflazione, ma al contempo rendere meno appetibili i titoli del tesoro che sono stati uno dei capisaldi del regno del biglietto verde nel pianeta. A quel punto niente più investimenti e un sistema che, dopo decenni di vita al limite, va al collasso.
È questo il dedalo senza uscita in cui si muovono gli Usa, la cui capacità produttiva non consente nemmeno una rapida inversione di rotta nella bilancia commerciale incredibilmente deficitaria: sì gli europei pagheranno con i loro soldi le armi americane, ma per fabbricare due lanciatori Patriot con i loro missili ci vuole più un anno e mezzo, quasi due. Se pensiamo che Israele ha consumato in 12 giorni la produzione di circa tre anni di missili antiaerei, abbiamo un’immagine palpabile di quale sia la situazione reale. Tutto questo a breve termine ci esploderà in faccia perché l’unica mossa concreta che può fare Washington per rimanere in equilibrio precario ancora un po’ di tempo, è devastare l’Europa imponendole una serie di spese e di invasioni di società americane, soprattutto nel campo dei servizi, Mentre tutto il mondo guarda ai Brics, noi ferocemente guardiamo al passato: ‘mazza che zozzeria avrebbe detto Nando
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